Filati per l’alta moda: le paillettes di Leffe sui capi delle maison

LA STORIA. Filservice crea gli strass fin dal disegno. Basso: molta ingegneria in un prodotto che pare semplice. «Da settembre pronto un nostro brand per l’aguglieria».

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Da un capannone di Leffe alle sfilate dell’alta moda di Milano, Parigi, New York e Londra, il tutto partendo da un filo e alcune perline. È la capacità artigianale, applicata a una specifica nicchia di settore, a unire la Filservice di Pietro Basso alle grandi maison della moda.

Il pensiero, in maniera naturale, corre ai capi dei brand che hanno fatto del tessuto con perline uno dei loro tratti distintivi. Un filato così particolare entra nei maglioni, nelle giacche, negli elementi decorativi e, in ogni caso, alla Filservice sono chiari: si lavora per i brand del lusso, ma sui nomi dei clienti c’è il massimo riserbo.

Eppure la produzione di questa piccola realtà bergamasca in cui operano 20 dipendenti,

perlopiù donne, è talmente specifica da renderla unica nel panorama nazionale. Il titolare lo sottolinea: «In Italia saremo quattro o cinque imprese a proporre questo prodotto, ma noi siamo gli unici a fare tutto dall’inizio». La prima fase, infatti, prende il via da bobine di plastica. Fogli dallo spessore millimetrico che vengono tagliati nella forma richiesta. Possono diventare cerchi, cuori, stelle, fiori o altro, poi vengono colorati, con possibilità di personalizzazione che vanno dalla tinta unita, ai toni animalier, passando per le grafiche personalizzate. Infine, le paillettes vengono unite al filo, principalmente secondo due modalità: legate a treccia o a catena.

Ad avviare il laboratorio, nel 1987 è il padre di Pietro, Antonio Basso, che inizia la sua storia professionale qualche anno prima in un’azienda di filati, una delle tante della Valle Seriana. Da lì prende il via un percorso di crescita professionale che lo porta a stretto contatto con i distretti del tessile di Biella e Prato, fino a quando non inizia un percorso imprenditoriale proprio nella provincia toscana. L’arrivo a Leffe, in quella che attualmente è la sede di Filservice, avviene a metà anni Novanta e dal Duemila il laboratorio artigianale inizia a produrre filati con paillettes, inizialmente non in maniera esclusiva, scegliendo di specializzarsi solo dopo una delle crisi del tessile, tra il 2005 e il 2007.

Una tradizione di famiglia

«In quegli anni mio padre aveva conosciuto un professore di scuola superiore che si dilettava in invenzioni - spiega Basso -: si era presentato in azienda con l’enorme prototipo in legno di un macchinario che intrecciava perline al filato, pensandolo soprattutto applicato all’hobbistica. Papà ha creduto nel progetto e lo ha fatto realizzare». Tanto della capacità produttiva della Filservice viene anche da qui, dalla continua ricerca verso l’innovazione, perché, come spiegano dall’azienda «la concorrenza c’è, dalla Cina ma non solo, perciò dobbiamo riuscire a proporre sempre qualcosa di nuovo o particolare».

La volontà di innovazione si concretizza anche nelle personalizzazioni fatte direttamente sui macchinari, per migliorarli con accorgimenti che aumentano la qualità del filato, come conferma Pietro Basso, cresciuto nell’azienda di famiglia, tra bobine e rocchetti, e dove è tornato solo dopo la laurea da ingegnere: «C’è tantissima ingegneria in un prodotto apparentemente così semplice». Attualmente il laboratorio bergamasco produce 15 tonnellate l’anno di filati, anche se la quantità è variabile e dipende dai materiali che gli stilisti scelgono per le loro collezioni.

«I periodi di lavoro più intensi sono i mesi di maggio e giugno e l’autunno da settembre a novembre», spiega il titolare che rispetto al fatturato conferma una flessione, dopo un anno di rimbalzo: «Puntiamo a chiudere l’anno intorno ai 3 milioni e contemporaneamente stiamo cercando di diventare più internazionali. Vendiamo qualcosa in Francia, e stiamo guardando anche alle possibilità del mercato asiatico».

Nel futuro del laboratorio anche nuove produzioni. Oltre a una linea di maglieria pregiata per cani e animali domestici, presto partirà un progetto che punta a portare i fili più richiesti dalle grandi firme della moda nelle case di ogni amante del cucito, come conferma Basso: «Sarà una linea di filati per l’aguglieria (uncinetto e ferri, ndr), lanceremo il nostro brand e da settembre inizieremo una collaborazione con un negozio di Bergamo che avrà i nostri fili».

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