L’export orobico resta stabile ma non cresce. Bene la chimica, macchinari ancora in calo

PRIMO SEMESTRE. Migliorano i mercati europei di Austria, Spagna e Polonia, ma crollano Medio Oriente e Africa. Zambonelli: «Le variazioni più contenute di Germania e Usa fanno sperare in un recupero dei livelli commerciali».

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Nel secondo trimestre del 2026 il commercio estero della provincia di Bergamo mostra una sostanziale stabilità rispetto allo stesso periodo 2025, correggendo il tiro rispetto alle variazioni negative di inizio anno. Le esportazioni provinciali complessive raggiungono un valore di 5,417 miliardi di euro, a fronte dei 5,424 miliardi del secondo trimestre 2025, segnando una flessione marginale dello 0,1%. Tuttavia, nello stesso arco temporale la Lombardia mette a segno un incremento delle vendite estere del 6,9%, mentre su scala nazionale si registra una crescita del 7,7%. Il contrasto tra la dinamica provinciale e quelle regionale e nazionale appare ancora più marcato se si analizza il dato cumulato dei primi sei mesi dell’anno. Nel primo semestre del 2026 le esportazioni bergamasche si attestano a 10,3 miliardi di euro, registrando una contrazione del 3,1% rispetto ai 10,6 miliardi dello stesso periodo del 2025.

I numeri

Al contrario, l’export lombardo evidenzia un progresso del 3,5%, salendo a 85,8 miliardi di euro (rispetto ai 83 miliardi dell’anno prima), e le vendite estere dell’Italia avanzano del 4,5%, toccando quota 337,2 miliardi di euro dai 322,6 miliardi del primo semestre 2025. A fronte della sostanziale stabilità dell’export, le importazioni provinciali del secondo trimestre 2026 segnano un incremento marcato, salendo a 3,8 miliardi di euro, con un aumento del 13,2% rispetto ai 3,4 miliardi del corrispondente trimestre 2025. Un incremento percentuale superiore a quello osservato in Lombardia, dove l’import cresce del 5,6% a 47,7 miliardi, e alla media italiana, che registra un rialzo dell’8,6% a 161,3 miliardi. Nel cumulato semestrale l’import di Bergamo cresce del 4,5% a quota 7,3miliardi (contro l’1,5% lombardo e il 4,3% nazionale). Di conseguenza, l’avanzo commerciale di Bergamo per il secondo trimestre si conferma positivo per 1,5 miliardi di euro, pur se in calo rispetto ai 2 miliardi del 2025, mentre nel semestre il saldo scende da 3,6 a 2,9 miliardi. Nell’analisi merceologica, i macchinari contabilizzano 1,2 miliardi di euro con un calo del 5,8%. Risulta più accentuata la flessione dei metalli di base, in arretramento dell’11,6% a 652 milioni. Cali minori interessano alimentari (arretrati dell’1,3% a 361 milioni) e tessile (la diminuzione è del 1,2% a 240 milioni). Tra i settori in crescita figurano apparecchi elettrici (in aumento del 12,2% a 426 milioni), prodotti chimici (in salita del 5,4% a 870 milioni), apparecchi elettronici (in rialzo del 5,4% a 118 milioni), gomma e plastica (in espansione del 4,1% a 495 milioni) e mezzi di trasporto (2,8% in più a 578 milioni).

Le destinazioni

Sul piano geografico, le vendite nell’Unione europea crescono del 3% nel secondo trimestre e dello 0,3% nel semestre, mentre i mercati extra Ue calano del 5,4% nel semestre, condizionati da Medio Oriente e Africa. Tra i primi dieci partner nel primo semestre si riducono i flussi verso Stati Uniti (in calo dell’11%), Germania (in contrazione del 3,7%) e Svizzera (3,2% in meno). Il Regno Unito resta positivo pur perdendo, nel secondo trimestre lo 2,5%;mentre guardando soprattutto al dato del secondo trimestre avanzano Austria (in crescita del 12,5%), Polonia (9,4% in più), Spagna (in aumento del 6,6%), Cina (in rialzo del 3,2%), Paesi Bassi (2% in più) e Francia (in rialzo del 1,2%).

«I dati del secondo trimestre correggono nel complesso il risultato particolarmente negativo del primo periodo dell’anno – sottolinea il presidente della Camera di commercio di Bergamo, Giovanni Zambonelli - ma osservando il dettaglio delle merceologie non tutte seguono gli stessi andamenti. I macchinari accusano una variazione sempre negativa ma di minore intensità; i prodotti chimici recuperano addirittura agli stessi livelli del primo semestre 2025. Peggiora invece la caduta dei metalli di base. Variazioni positive si riscontrano solo per apparecchi elettrici e mezzi di trasporto. Circa i Paesi di destinazione, la Germania registra una variazione molto meno negativa che fa sperare in un ristabilirsi dei livelli commerciali con il nostro principale partner estero. Lo stesso può dirsi per gli Stati Uniti che continuano a registrare una variazione negativa, ma di intensità molto inferiore al primo trimestre».

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