Nel turismo 3mila addetti in più e il 69% a tempo indeterminato
L’ANALISI. I numeri di Confcommercio Bergamo rilevano che il settore ha superato i livelli pre-pandemia. Frosio (gruppo Ristoratori): «La sfida resta la formazione, senza competenze si abbassa la qualità».
Lettura 2 min.Bergamo.
Il turismo bergamasco nel 2025 ha raggiunto i 32.567 dipendenti, con un incremento del 9,7% in un anno, pari a quasi 3mila lavoratori in più. Secondo l’elaborazione di Confcommercio Bergamo dei dati dell’Osservatorio sul mercato del lavoro il settore ha superato i livelli pre-pandemia, anche se il ritmo è meno sostenuto rispetto al 2024, quando gli occupati erano
Si allarga anche la base imprenditoriale: le aziende sono 3.246 e quelle con almeno un dipendente crescono dell’8%
aumentati del 14,8%. Questa espansione porta la provincia al secondo posto in Lombardia per numero di addetti, dopo Milano (106.393) e davanti a Brescia (28.651).
Si allarga anche la base imprenditoriale: le aziende sono 3.246 e quelle con almeno un dipendente crescono dell’8% (240 in più rispetto al 2024). Un segnale di consolidamento anche per le realtà più piccole, che nel 2023 erano salite di appena 39 unità.
Fanno da traino i pubblici esercizi con 2.928 aziende, il 90,2% del totale, e 30.147 lavoratori, pari al 92,6%. I servizi ricettivi impiegano 1.941 persone in 224 aziende, mentre le attività intermediate contano 418 dipendenti in 89 imprese. Completano il quadro gli stabilimenti termali, con 35 addetti e una azienda, e i parchi divertimento, con 26 lavoratori in quattro strutture.
La maggioranza è donna
Quanto alla composizione della forza lavoro, le donne sono 21.103, il 64,8% degli occupati, mentre il part-time interessa 18.824 dipendenti, il 57,8% del totale. Prevale il tempo indeterminato, con 22.536 lavoratori (69,2%), il tempo determinato riguarda 9.607 persone (29,5%), mentre stagionali e altre tipologie contrattuali si fermano a 424 unità (1,3%).
«I numeri confermano la progressiva ascesa del turismo nella nostra provincia – puntualizza Oscar Fusini, direttore di Confcommercio Bergamo -. Regna incontrastato il contratto a tempo indeterminato e, in particolare nei pubblici esercizi e nella ristorazione, l’ascensore sociale
Regna incontrastato il contratto a tempo indeterminato e, in particolare nei pubblici esercizi e nella ristorazione
assicura anche rapide salite. Inoltre la presenza capillare di bar, ristoranti e alberghi, offre uno sbocco occupazionale, magari anche part-time e vicino a casa, a chi cerca un lavoro che consenta di conciliare vita-lavoro».
La componente italiana resta maggioritaria: 25.305 dipendenti, il 77,7% del totale, in aumento dell’8,7% sul 2024. Gli stranieri sono 7.262, il 22,3%, ma il loro incremento sfiora il 13%. Quanto all’età, prevale la fascia tra 21 e 30 anni, con 8.612 addetti (26,4%), però sono gli over 60 a registrare la crescita più marcata, pari al 23,2%, seguiti dagli under 20, in aumento del 13,4%, e dagli under 30, che salgono dell’11,4%.
Nei pubblici esercizi, i ristoranti concentrano 14.420 dipendenti, il 47,8% del totale, con un progresso dell’11% in un anno. Le mense ne impiegano 9.987, i bar 5.226, e i catering 411. In controtendenza discoteche e locali notturni, che perdono il 6,9% degli addetti, scesi a 103. Le donne qui sono il 64,2% e l’incidenza del part-time del 59%.
Attività con le scuole
È proprio sulla capacità di costruire competenze e trattenere il personale che si concentra la preoccupazione degli operatori. «Aprire un locale è diventato più facile che costruire una squadra», sottolinea Petronilla Frosio, presidente del gruppo Ristoratori Confcommercio Bergamo, ma senza competenze il rischio è che «a pagarne il prezzo sia spesso la qualità». Anche per Diego Rodeschini, presidente del gruppo Bar, Caffetterie e Pasticcerie di Confcommercio Bergamo, la preparazione dei giovani è una priorità: «Investire sulla formazione e sull’inserimento delle nuove generazioni non è solo una scelta strategica: è l’unica strada per garantire al settore un futuro all’altezza della sua tradizione».
Ecco perché l’associazione intende rafforzare il rapporto con gli istituti professionali e favorire percorsi di inserimento lavorativo già durante la scuola. Nel comparto alberghiero, infine, i 131 esercizi occupano 1.227 persone, le donne rappresentano il 64,7% del personale e il tempo indeterminato il 69,4%. «Serve più collaborazione attiva tra imprese dell’accoglienza e scuole alberghiere - conclude Alessandro Capozzi, presidente di Federalberghi Bergamo -. L’alternanza scuola-lavoro deve essere una vera opportunità di crescita che va continuata in aula».
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