Per le auto made in Cina balzo delle vendite in Bergamasca

IMMATRICOLAZIONI. L’incremento dei primi otto mesi in provincia resta comunque inferiore al dato nazionale (più 92%). «Acquisti a prescindere dagli incentivi sull’elettrico».

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Il Dragone avanza e picchia duro, in Italia e nella nostra provincia. Le automobili cinesi rappresentano ormai una realtà di forte impatto, raggiungendo circa il 12,5% del mercato nazionale nei primi sei mesi del 2026. Dal 4,8% del 2024 si è passati all’8,4% nel 2025 (con oltre 128mila veicoli venduti), fino a superare - quest’anno - il 12%.

I numeri

Le automobili cinesi rappresentano ormai una realtà di forte impatto, raggiungendo circa il 12,5% del mercato nazionale nei primi sei mesi del 2026

In Bergamasca, da gennaio a fine agosto 2025 erano state immatricolate 909 vetture, sfiorando il 6% del totale. Nello stesso periodo di quest’anno la quota ha raggiunto il 9,6%, con 1.481 auto targate. Una crescita notevole, che sfiora il 63% da un anno con l’altro, anche se inferiore a quella nazionale (più 92%). Un exploit eccezionale, se si considera la stagnazione del mercato.«L’interesse dell’automobilista bergamasco verso le auto cinesi è molto alto – dice Paola Granelli, responsabile della filiale Gruppo Regina Bergamo del marchio Dongfeng -. Il marchio Dongfeng deve farsi conoscere di più. Abbiamo riscontrato un’attenzione particolare per il prezzo e per i contenuti, per la qualità dei prodotti, molto alta. I prezzi sono competitivi, partendo dalle alimentazioni base a benzina».

In base ai dati elaborati dall’Unrae, l’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, nel primo semestre di quest’anno le ibride full (con motore elettrico che si ricarica viaggiando e che consente di percorrere solo pochi chilometri esclusivamente in elettrico) rappresentano il 7,5% del totale immatricolato (5,17% le eurocinesi, 2,10% le cinesi pure, 0,23% le italocinesi)

Sono ormai diversi i marchi approdati nelle concessionarie: dalle cinesi al 100% - oltre a Dongfeng, vi sono Byd, Chery, Denza, Jaecoo, Leapmotor, Omoda, per citarne alcune - alle «eurocinesi» Lotus, Mg, Polestar, Smart, Volvo, fino alle «italocinesi», cioè quelle importate in Italia da assemblatori che «italianizzano» le versioni, con accessori e finiture migliori (Cirelli, che le adatta a Verdellino; Dr, Emc, Evo, Ich-x, Itala, Sportequipe e Tiger). In base ai dati elaborati dall’Unrae, l’Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri, nel primo semestre di quest’anno le ibride full (con motore elettrico che si ricarica viaggiando e che consente di percorrere solo pochi chilometri esclusivamente in elettrico) rappresentano il 7,5% del totale immatricolato (5,17% le eurocinesi, 2,10% le cinesi pure, 0,23% le italocinesi). Passando alle ibride plug-in (con motore a benzina/gasolio e supporto di motore elettrico che si ricarica alla spina), la percentuale di targate balza al 45,9% del totale (42,30% cinesi pure, 3,35% eurocinesi, 0,24% italocinesi). Più bassa la quota delle elettriche pure, pari al 14,8% del totale (8,64% cinesi, 4,30% eurocinesi, 1,82% italocinesi).
«L’incremento di vendite l’avevamo già riscontrato l’anno scorso, quando c’erano gli incentivi statali – osserva Claudio Melito, responsabile di filiale Denicar Bergamo per i marchi Changan e Leapmotor, brand, quest’ultimo, che per il 10% appartiene al gruppo Stellantis –. Per cui l’interesse c’è, ma come per altri marchi. Il prezzo invitante fa la sua parte nell’attirare la clientela».

Passando alle ibride plug-in (con motore a benzina/gasolio e supporto di motore elettrico che si ricarica alla spina), la percentuale di targate balza al 45,9% del totale (42,30% cinesi pure, 3,35% eurocinesi, 0,24% italocinesi). Più bassa la quota delle elettriche pure, pari al 14,8% del totale (8,64% cinesi, 4,30% eurocinesi, 1,82% italocinesi)

«Il rapporto molto alto qualità-prezzo incide molto sull’apprezzamento della clientela – assicura Alessandro Lischetti, responsabile della filiale Autotorino Bergamo per i marchi Byd e Xpeng -. I prezzi di Byd non sono i più bassi del mercato, ma conta il rapporto qualità-prezzo che convince la clientela. Per quest’anno contiamo di replicare in aumento i risultati del 2025, quando c’erano gli incentivi statali. Anche il marchio Xpeng, che si posiziona più in alto di Byd, comincia a farsi largo».

«Le auto Mg (che sta per Morris Garage, storico marchio inglese famoso per le spider e acquisito nel 2007 dal colosso industriale cinese Saic, ndr) stanno incontrando notevole successo – commenta Lorenzo Spinozzi, responsabile di Bergamo di Lario Mobility per i marchi Mg, Geely e Changan – ma anche gli altri marchi cominciano a trovare spazio. Prezzi e qualità dei prodotti si rivelano carte vincenti sul mercato».
Tra le vetture dei segmenti medio alti stanno incontrando molto il favore della clientela anche i brand Omoda e Jaecoo, due marchi automobilistici di proprietà del colosso cinese Chery, creati appositamente per il mercato europeo e globale. Se la crescita dal 2025 al 2026 di Byd è stata, a livello nazionale, di quasi il 240%, per Omoda è stata ancora più sorprendente: più 2.406%. Certo, un anno fa era quasi a zero.

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