Che paura quando l’ovvio non zittisce la demagogia

ITALIA. «Viviamo tempi difficili. Siamo scesi così in basso che il dovere degli uomini intelligenti è la riaffermazione dell’ovvio».

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Se George Orwell scrisse questa amara verità sul finire degli Anni ’40, figuriamoci cosa scriverebbe oggi, magari dopo aver letto che la Commissione Affari sociali della Camera ha approvato un emendamento al disegno di legge delega sulle professioni sanitarie che vorrebbe riabilitare quei medici radiati dalla professione «per fatti non dolosi» (ah, beh, allora…) commessi durante la pandemia da Covid-19.

In estrema sintesi, si vorrebbero riabilitare, e riammettere alla professione, i medici «no vax» tout court, contrari non solo alla somministrazione dei vaccini anti Covid al tempo della pandemia, ma anche diffusori di una serie di fake news sul virus e imbonitori di intrugli miracolosi fatti in casa per scacciare la malattia. Se la scienza e la storia hanno dimostrato - e lo hanno fatto senza il ben che minimo dubbio - che quei vaccini hanno salvato milioni e milioni di vite umane in tutto il pianeta, a fronte di un numero di eventi avversi (casi di morte o sviluppo di gravi malattie) sostanzialmente in linea con quanto accade con molti dei farmaci con cui siamo abituati a curarci quotidianamente, qual è la ratio del provvedimento presentato dall’avvocato Alice Buonguerrieri, in quota a Fratelli d’Italia? Pura e semplice demagogia politica? Quel che si dice «partito preso», indipendentemente dal peso di ciò di cui si sta discutendo e dalle ricadute che una simile scelta avrebbe sulla salute (ma non solo su quella) di tutti noi?

La propensione a pensar male è davvero fortissima, proprio perché verificare l’estrema utilità dei vaccini anti Covid alla fine del 2020 e nei mesi successivi è davvero semplicissimo. Possibile che la dottoressa Buonguerrieri non ci abbia provato? Possibile che si sia lasciata convincere dagli slogan di quattro ciarlatani sventolanti un fantomatico diritto a vedersi riammettere alla professione medica colpevoli soltanto di essere rimasti fermi sulle proprie posizioni incuranti di ciò che la scienza dimostrava dati alla mano?

Eppure «l’ovvietà» dei dati è sotto gli occhi di tutti. Le analisi pubblicate su Lancet, Nature, New England Journal of Medicine e British Medical Journal convergono tutte su uno stesso punto: nelle fasi più intense della pandemia, il beneficio della vaccinazione superava nettamente i rischi, soprattutto negli anziani e nelle persone con fattori di rischio. Per i giovani adulti sani, il rapporto beneficio-rischio è risultato più sfumato perché il rischio di Covid grave era inferiore, e questo ha portato molti Paesi ad aggiornare nel tempo le raccomandazioni, limitando i richiami alle categorie più vulnerabili o modificando le indicazioni in base all’età.

Nessuno nega l’esistenza degli eventi avversi, oggi ben documentata e riconosciuta dalla comunità scientifica, così come non è corretto affermare che i vaccini fossero privi di rischi. Ma le migliori evidenze disponibili indicano chiaramente che gli eventi avversi gravi sono stati rari e che, durante il periodo di maggiore circolazione del virus, il numero di ricoveri e decessi evitati grazie alla vaccinazione è stato molto superiore al numero di eventi avversi gravi attribuibili ai vaccini. Una conclusione condivisa dalle principali agenzie regolatorie (come l’European Medicines Agency ed la U.S. Food and Drug Administration) e che riflette il consenso espresso nella letteratura scientifica di maggior qualità di tutto il mondo.

E allora perché cancellare tutto con un semplice colpo di spugna? In nome di cosa? Di una non ben specificata libertà di pensiero e di opinione, anche se si è giurato «di prestare soccorso nei casi d’urgenza e di mettersi a disposizione dell’Autorità competente, in caso di pubblica calamità», così come oggi recita la formula moderna del «Giuramento di Ippocrate»? Non è solo una questione di rispetto verso chi ha perso la vita stroncato dall’epidemia: i morti lasciamoli avvolti nel mistero della pace eterna e ben custoditi nel profondo del nostro cuore, gli unici due modi per renderli davvero immortali. È una questione di rispetto, per limitarci alla nostra provincia (che ben sa di cosa si sta parlando), verso le migliaia di persone - medici (e non solo quelli ospedalieri), infermieri, tecnici di ogni tipo, Osa e Asa… - che mettendo a rischio la propria vita e quella dei propri familiari si sono sacrificate per intere settimane per curare quanta più gente possibile, con ritmi di lavoro doppi rispetto al normale, lottando a mani nude - e non è una frase fatta, soprattutto nei primi giorni della pandemia, quando anche le mascherine e gli altri presidi di protezione scarseggiavano - contro un virus terribile e implacabile quanto sconosciuto.

Cosa dobbiamo dire oggi, onorevole Buonguerrieri, a queste persone? Che potevano fare a meno di vestire i panni degli eroi? Che se anche sbarravano porte e finestre dei loro ambulatori non sarebbe cambiato nulla? E a tutti quei volontari che, sfidando la sorte, hanno permesso la massiccia campagna vaccinale portata avanti con determinazione in tutta la Bergamasca, quale messaggio vogliamo affidare? Tanti saluti e grazie? È questo il senso dello Stato che il governo Meloni vuole trasmettere a chi ha dimostrato gratuitamente che solidarietà e amore verso il prossimo salvano vite umane? Basta davvero un colpo di spugna imbevuta di amuchina per «disinfettare» il passato e renderlo di nuovo commestibile? Un revisionismo storico rischioso, e peraltro non l’unico sul quale il governo in carica appare seriamente impegnato a far proselitismo. Lunga vita a Mattarella… e ci siamo capiti.

Il governo, in qualche modo, ha comunque detto la sua. L’Ordine dei Medici anche, criticando aspramente l’idea. Non così - o almeno le agenzie di stampa non ne hanno dato conto - i grandi cattedratici che siedono al Consiglio superiore di Sanità piuttosto che all’Istituto Superiore di Sanità o alle varie Agenzie governative impegnate sul tema. Non hanno niente da dire? Non hanno posizioni da prendere? Non hanno dimissioni da minacciare o, meglio, da presentare? Trattasi di organismi creati a tutela della salute dei pazienti, non del governo… Siamo uomini o caporali?

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