Addio a Elio Zambelli: alpino «custode» del Canto Alto
IL LUTTO. Presidente del gruppo che gestisce il rifugio, è morto a 72 anni per malattia. Simone Moro: «Rispettava la montagna».
Lettura 1 min.In eredità lascia alcuni dei progetti che ha contribuito a realizzare, dalle falesie di Sorisole alla palestra d’arrampicata di Ponteranica, fino al rifugio del Canto Alto. Il mondo della montagna piange Elio Zambelli, scomparso martedì a 72 anni dopo una lunga battaglia contro la malattia. Alpino del gruppo della «sua» Sorisole, era attivo nel sociale e da presidente dell’associazione Amici del Canto Alto era in prima linea nella gestione del rifugio sull’omonima cima del Parco dei Colli.
In pensione dopo una carriera da operaio alla Dalmine, lascia la moglie Lucia, i figli Chiara e Mattia, le sorelle e i familiari tutti, oltre agli amici e alle tante persone che hanno avuto modo di apprezzarlo nelle iniziative in cui si spendeva senza riserve. «Era sempre disponibile e dava
Simone Moro: «Amava e rispettava la montagna, prendendosi cura anche dei terreni del Parco dei Colli».
tutto per tutti - ricorda la moglie -. Ha lasciato un segno positivo nelle persone, come dimostra l’affetto con cui tanti si stanno stringendo al nostro dolore. Siamo davvero grati per questa vicinanza». La montagna era la sua grande passione. «Aveva contribuito a scoprire e chiodare le falesie di Sorisole e cercava nuove palestre naturali per l’arrampicata vicino alla città - ricorda l’amico alpinista Simone Moro, re dell’alta quota -. Non si tirava mai indietro. Amava e rispettava la montagna, prendendosi cura anche dei terreni del Parco dei Colli. Eravamo legati al progetto del rifugio alpino del Canto Alto e, quando le sue condizioni erano peggiorate, l’avevo accompagnato in cima con il mio elicottero».
Croce illuminata in suo onore
La croce del Canto Alto, spiegano gli Amici del Canto Alto, è illuminata in questi giorni in suo onore, fino a domani, quando alle 10 saranno celebrati i funerali nella chiesa parrocchiale di Sorisole. «Era un alpino generoso, che si è speso per gli altri, la montagna e la natura, con lui abbiamo collaborato anche al progetto di ammodernamento della croce», dice Giorgio Sonzogni, presidente della sezione bergamasca dell’associazione nazionale alpini.
Chi era Elio Zambelli
Zambelli fu il primo presidente dell’associazione Pattini e Pareti. «Fu tra i fondatori, nel 2002, della palestra di arrampicata di Ponteranica e faceva ancora parte del direttivo - ricorda l’attuale presidente Claudio Armati -. Era un grande alpinista, un profondo conoscitore del territorio e un volontario instancabile, dalla forte passione educativa. Il suo contributo è stato fondamentale».
Iscritto al Cai di Bergamo dal 1983, «ha avvicinato tanti giovani alla montagna e all’alpinismo, una vera scuola di vita», come ricorda il past president del Cai, Paolo Valoti: «Nel 2007, da presidente di Pattini e Pareti, condivise il progetto della spedizione in Cina per i 50 anni della scuola di alpinismo Leone Pellicioli del Cai». Sorisole è in lutto. «Perdiamo una persona splendida, positiva e collaborativa», dice il sindaco Stefano Vivi. «Era conosciuto e apprezzato, sempre pronto a dare una mano in parrocchia», aggiunge il parroco don Stefano Piazzalunga. «Era disponibile anche per la pulizia delle campane», ricorda don Stefano Ravasio, già parroco di Sorisole. La camera ardente è in via San Carlo a Sorisole, aperta dalle 8 alle 20.
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