Al Triangolone di Zanica un data center da 133mila metri quadrati

IL PROGETTO. Presentata la proposta di Astra Partners che assicura bassi consumi e un’ampia fascia verde.

Lettura 1 min.

Ha finalmente un volto il progetto del data center che il ramo europeo di Astra Partners, colosso del settore, vorrebbe costruire nel cosiddetto «Triangolone», un’area dismessa di oltre 350.000 metri quadrati nella periferia nord-est di Zanica, al confine con Azzano San Paolo, Orio al Serio e Grassobbio. E questo volto è quello dei rendering presentati dai portavoce della società proponente, mostrati alla cittadinanza nella serata di martedì, nel corso del secondo incontro pubblico dedicato al progetto. Lo scorso novembre il primo, in cui si erano affrontate le questioni ambientali, mentre stavolta è toccato agli aspetti di qualità architettonica.

Le immagini dei rendering

Sono immagini che ritraggono un edificio a tratti futuristico, che supera di molto l’idea del classico capannone di logistica, quelle presentate martedì. A farla da padrone il data center, il vero nodo della questione, una struttura di 93.000 metri quadrati che verrebbe posizionata, stando al progetto, al centro dell’area.

«Sarebbe un capannone con pannelli solari integrati nelle facciate – promettono da Astra –, fasce led per l’illuminazione pubblica che le attraversano e linee nel complesso moderne». Altri 40.000 metri quadrati sarebbero invece destinati a un edificio dalla forma a mezza luna dedicato alle attività di contorno e ai rapporti con l’esterno. In totale, quindi, la superficie edificata ammonterebbe a circa 133.000 metri quadrati, circa 20.000 in meno rispetto a quanto permesso dal Pgt, che «viene rispettato senza forzature», rassicura Locatelli.

Le altre parti del progetto

Compresi nel progetto anche una sottostazione elettrica integrata – pensata per servire il data center senza impattare sul paesaggio, racchiusa in una struttura di dimensioni ridotte e dalle linee architettoniche coerenti con l’edificio principale – e la ristrutturata cascina Cucco. Da questa, che si trova al centro del fronte nord del Triangolone e versa oggi in stato di abbandono totale, si cercherebbe di recuperare quanto più possibile per trasformarla in una struttura coerente con i desiderata di cittadini e amministrazione comunale.

L’idea prevalente, al momento, sarebbe una struttura di ristoro dedicata a chi scegliesse di usare la ciclopedonale che verrebbe realizzata, da progetto, attorno al perimetro dell’area. Attorno alle strutture, visibili dall’esterno, un’ampia area verde, che verrebbe per la maggior parte ceduta al Comune, lasciando la manutenzione al privato.

Rassicurazioni dai portavoce di Astra anche per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, che proverrebbe, stando a quanto riportato, esclusivamente da fonti rinnovabili attraverso linee ad alta tensione interrate. Limitato ai mesi estivi il consumo di acqua, altro nodo critico per strutture di questo genere, mentre per il resto dell’anno il raffreddamento sarebbe ad aria. Un impatto addirittura positivo, secondo i rappresentanti: «Pompando acqua dalla parte più bassa della falda sottostante, la più inquinata, useremmo risorse idriche non impiegabili in ambito agricolo – spiegano –. Inoltre, utilizzando un sistema chiuso, l’evaporazione sarebbe minima e, dopo la decantazione, potremmo reimmettere nella roggia acqua utilizzabile».

© RIPRODUZIONE RISERVATA