Un laboratorio mobile per «scovare» i tumori
IL PROGETTO. La rivoluzionaria attrezzatura messa a punto dalla Milestone di Valbrembo: in un camper tutto ciò che è necessario per analizzare i tessuti.
Lettura 3 min.Per Franco Visinoni è un mantra: «Siamo al servizio dei pazienti, dobbiamo fare in modo da rendere sempre più rapide e affidabili le diagnosi dei patologi che controllano le cellule, per distinguere quelle tumorali da quelle sane. Una persona non può aspettare per settimane l’esito di una biopsia, è crudele e ingiusto».
Un furgone itinerante che trasporta un laboratorio mobile con tutto il necessario per preparare i tessuti da analizzare, con tanto di tecnico e di telecamera capace di trasmettere le immagini dei vetrini, perfetti, a chilometri di distanza, nello studio del patologo, che stia a Bergamo o a Miami
Detto fatto, da trent’anni Franco Visinoni con la sua azienda Milestone progetta apparecchiature per rendere più rapido e preciso il lavoro dei patologi che studiano i vetrini con i tessuti da esaminare. I suoi strumenti si trovano negli ospedali di tutto il mondo, compresa l’americana «Mayo Clinic». Lo scorso anno Visinoni ha presentato un’innovazione importante: un furgone itinerante che trasporta un laboratorio mobile con tutto il necessario per preparare i tessuti da analizzare, con tanto di tecnico e di telecamera capace di trasmettere le immagini dei vetrini, perfetti, a chilometri di distanza, nello studio del patologo, che stia a Bergamo o a Miami. Dopo un anno di esercizio in Germania, il «Wikifreeze», così si chiama questa unità mobile, è stata innovato, progettato e realizzato di nuovo. Dice Paolo Martinello che è il responsabile dell’iniziativa: «Il Wikifreeze ha partecipato alla fiera abbinata al Congresso europeo dei patologi, tenutosi a a Stoccolma dal 12 al 16 settembre: un’area espositiva dove i patologi possono osservare i macchinari più moderni messi a loro disposizione».
«È una rivoluzione perché darà la possibilità a piccoli ospedali privi dell’anatomopatologo di effettuare interventi chirurgici su tumori, di effettuare biopsie, ma anche operazioni di screening»
Il Wikifreeze è considerato rivoluzionario. Lo spiega Visinoni, 88 anni e ancora oggi presidente e «chief dreamer» dell’azienda che ha sede a Valbrembo e a Sorisole: «Il laboratorio mobile è nato per rendere possibili le analisi dei tessuti sospetti di tumore sia provenienti da biopsie, sia da prelievi intraoperatori, sia provenienti da screening anche negli ospedali dove non sono presenti né il laboratorio, né il patologo. Il pulmino ospita un laboratorio che può raggiungere anche luoghi periferici, lontani, e che in pochi minuti parte dal campione di tessuto e lo prepara perfettamente sul vetrino che l’anatomo-patologo, il medico che analizza il tessuto cellulare per scoprire eventuali patologie, dovrà esaminare. Il furgone è dotato anche di telecamera ad alta risoluzione che invierà l’immagine del tessuto processato, cioè nelle migliori condizioni per esaminare le cellule, al patologo che la analizzerà, anche molto lontano, anche in altri continenti. È una rivoluzione perché darà la possibilità a piccoli ospedali privi dell’anatomopatologo di effettuare interventi chirurgici su tumori, di effettuare biopsie, ma anche operazioni di screening».
Paolo Martinello spiega le differenze tra il primo Wikifreeze e la versione attuale: «Prima di tutto abbiamo fatto una scelta modulare: questo laboratorio è “appoggiato” a un furgone, come fosse un container, ma è del tutto indipendente, quindi può venire adattato a diversi furgoni o pulmini. Poi abbiamo rinnovato la strumentazione, abbiamo reso l’unità mobile completamente indipendente dal furgone anche con un suo proprio generatore di corrente, in caso di emergenza. Anche l’elettronica è a parte ed è indipendente dal mezzo di trasporto. Il cuore della tecnologia del Wikifreeze è il “Prestochill”, il nostro apparecchio che garantisce la massima qualità del campione e un sistema di tracciabilità che non dà spazio a errori. Abbiamo anche migliorato gli stabilizzatori, installato una “grossing station” dove si prepara il campione partendo dai tessuti con molto più agio; abbiamo installato dei sistemi di sicurezza per l’operatore rispetto a reagenti e alla formalina. I tempi della preparazione sono stati abbattuti e ora siamo al di sotto del quarto d’ora, un record».
Anche gli ospedali periferici potranno intervenire sui tumori per biopsie o asportazioni e le risposte intraoperatorie potranno essere molto veloci: il tessuto viene portato al laboratorio parcheggiato nel cortile, pochi minuti di preparazione, quindi la trasmissione al patologo che poi emetterà il verdetto: il tessuto è sano, «pulito», oppure no, bisogna togliere altro tessuto, ripulire meglio la zona dalle presenze tumorali. Fino a oggi è una cosa impossibile, ma nel giro di qualche mese questa possibilità potrebbe diventare concreta anche per i piccoli ospedali bergamaschi come quello di San Giovanni Bianco e di Piario, ma anche per gli ambulatori dove si effettuano biopsie. Ha detto ancora Franco Visinoni: «La nostra società è nata con l’intento di aiutare i pazienti, per questo abbiamo cominciato negli anni Novanta a produrre apparecchiature a microonde in grado di abbreviare di molto i tempi di processazione dei tessuti che devono venire analizzati a caccia di irregolarità, di cellule tumorali. Abbiamo avuto un buon successo, vendiamo in settantaquattro Paesi del mondo. È assurdo che per sapere il risultato di una biopsia si debba attendere un mese. Con i nostri apparecchi la preparazione dei tessuti avviene in pochi minuti e il patologo ha a disposizione dei campioni conservati perfettamente da osservare con il microscopio. Non soltanto abbiamo abbreviato i tempi, ma garantito una migliore conservazione dei campioni e integrità delle cellule, importante per consentire una buona diagnosi».
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