Alice, indagati i titolari della struttura balneare

LE INDAGINI. La Procura di Genova contesta a fratello e sorella l’omicidio colposo. Sotto esame la piscina. Martedì 21 luglio l’autopsia sul corpo della bambina di 11 anni.

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Suisio

I gestori dei «Bagni Segesta» di Sestri Levante sono formalmente indagati per la morte della piccola Alice Ferrari, l’undicenne di Suisio morta dopo essere stata risucchiata con i capelli nel bocchettone del ricircolo dell’acqua della piscina della struttura balneare. Si tratta del titolare e di sua sorella, che risulta essere la legale rappresentante dell’attività, una struttura storica aperta fin dal 1917 sul lungomare di Sestri Levante e che è gestita da una famiglia di origine svizzera. Tanto che sabato 18 luglio svettava dallo stabilimento balneare teatro della tragedia, semideserto visto l’accaduto, una bandiera della Confederazione elvetica a mezz’asta in segno di lutto.

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Sabato 18 luglio la Procura genovese, a firma del sostituto titolare del caso, Fabrizio Givri, ha inviato ai due fratelli l’avviso di garanzia quale atto dovuto per consentire ai loro legali di nominare, qualora lo ritenessero opportuno, un proprio perito per partecipare all’autopsia sul corpo di Alice, che è stata fissata per la mattinata di martedì 21 luglio, con inizio alle 9.30.

L’autopsia

L’incarico è stato affidato alla dottoressa Sara Lo Pinto e l’esame sarà eseguito all’obitorio dell’ospedale Gaslini di Genova, dove il cuore di Alice ha smesso di battere nella notte tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio, poco più di 24 ore da quando il suo corpicino era stato soccorso e recuperato dalla piccola piscina dei Bagni Segesta e trasferito in elisoccorso al Gaslini. I genitori di Alice hanno acconsentito al prelievo degli organi per la loro donazione ad altri bambini: un gesto che ha commosso l’Italia.

Le indagini

Sul fronte dell’indagine, l’esame autoptico servirà a chiarire con precisione come sono andate le cose in quei drammatici minuti, da quando Alice – che si trovava in spiaggia a Sestri Levante con la mamma, i nonni materni e i suoi fratellini gemelli di tre anni – aveva detto che avrebbe fatto l’ultimo bagno della giornata proprio nella vasca idromassaggio e fino a quando un altro bambino presente nella stessa piscina si è accorto che l’undicenne era rimasta bloccata sott’acqua contro la sua volontà e ha dato l’allarme. Il titolare dei «bagni», ora indagato con la sorella per omicidio colposo, era subito accorso e aveva utilizzato un paio di forbici proprio per tagliare i capelli di Alice, rimasti impigliati sott’acqua nel bocchettone per il riciclo dell’acqua stessa. La piscina è sotto sequestro: il personale della Capitaneria di porto, terminati mercoledì i rilievi assieme alla polizia municipale e ai carabinieri, aveva posto i sigilli al piccolo impianto situato in spiaggia proprio per «cristallizzare» la scena e il luogo dell’incidente in vista di eventuali accertamenti.

Acquisite le telecamere

E infatti anche giovedì 16 luglio gli stessi agenti erano di nuovo tornati sul posto per ulteriori indagini: erano state acquisite, su incarico della Procura di Genova, anche le immagini delle telecamere della struttura balneare ligure e sentiti lo stesso titolare e altri bagnanti presenti. Probabilmente l’autopsia fornirà qualche risposta anche sui tempi in cui Alice è rimasta sott’acqua: di preciso non è infatti stato ancora chiarito per quanto tempo. Quel che è certo è che la bambina, quando è stata finalmente liberata dal bocchettone e riportata a bordo piscina, era priva di conoscenza e non si è purtroppo mai più ripresa.

Il personale sanitario le aveva praticato per quarantacinque minuti il massaggio cardiaco, era stato impiegato anche il defibrillatore e in condizioni disperate ma stabili era stata trasferita con l’elisoccorso al Gaslini. La notte tra giovedì 16 e venerdì 17 luglio era purtroppo spirata. L’indagine dovrà chiarire anche se la piscina fosse a norma e se il bocchettone fosse o meno dotato di una griglia di protezione: Alice non indossava la cuffia e pare non vi fosse alcuna altra persona nei pressi della piscina-idromassaggio al di fuori del bambino che ha dato l’allarme.

Chi indaga ha anche sequestrato la documentazione dell’impianto, per capire a quando risalisse la sua realizzazione, quando fosse stato posto in manutenzione l’ultima volta e se le norme di sicurezza fossero rispettate. Tra gli aspetti più evidenti e già focalizzati dal personale della Capitaneria di porto l’assenza di cartelli che indicassero come, qualora la piscina fosse usata da bambini al di sotto dei dodici anni di età, fosse obbligatoria la presenza di un adulto.

Una volta concluso l’esame autoptico di martedì 21 luglio, la Procura di Genova concederà il nulla osta per la restituzione della salma di Alice Ferrari ai genitori: verosimilmente già nel pomeriggio di martedì potranno essere stabilite data e ora dei funerali, che verranno celebrati nella parrocchiale di Suisio. Un paese sotto choc per l’accaduto e che ha annullato gli eventi di ieri – il cinema all’aperto – e oggi – la proiezione della finale dei Campionati del mondo in oratorio – in segno di lutto.

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