Un furto in sagrestia a Cisano: rubati calici e contanti
IL BLITZ. I ladri hanno rotto l’anta di un armadio e divelto la cassaforte a muro. Forzata la serratura della porta in ferro.
Lettura 1 min.Cisano
Ladri in azione a Cisano con un furto nella sagrestia della chiesa parrocchiale di San Zenone: vari oggetti rubati, oltre a somme di danaro. A informare dell’accaduto è stato lo stesso parroco don Angelo Cortinovis, che lo ha segnalato sul foglio parrocchiale. L’accesso alla sagrestia avviene dal lato del sagrato vicino alla struttura dell’oratorio.
Rubati cinque calici
Secondo quanto si è appreso, i ladri (o il ladro) – come è risultato da un filmato di un videocamera di un’abitazione vicina – hanno forzato la serratura della porta di ferro che consente l’acceso all’interno. Una volta nel locale, dopo aver rovistato nei cassetti alla ricerca di danaro, è stata rotta un’anta di un armadio, che era chiuso a chiave, e sono stati trafugati cinque calici. Subito dopo è stato presa d’assalto una cassaforte a muro, che è stata sventrata: i ladri si sono impossessati del contenuto, cioè le offerte della settimana, oltre a una busta che conteneva 400 euro, che dovevano essere utilizzati per il pagamento del fiorista per l’addobbo della chiesa. È stato poi anche aperto un altro armadio, dove si trovava una corona del Rosario di perle e una rosa dorata.
«Oggetti donati dai parrocchiani»
Il furto è stato denunciato ai carabinieri. I militari hanno subito effettuato un sopralluogo sul posto, con l’avvio delle indagini per scoprire i responsabili. «Di quanto è accaduto – spiega il parroco don Angelo – sono davvero molto dispiaciuto sia per le somme di danaro, ma ancora di più per gli oggetti trafugati, visto che sono stati donati da parrocchiani per grazie ricevute o per doni alla parrocchia, in occasione di particolari ricorrenze. Per evitare che simili situazioni possano ripetersi abbiamo fatto rafforzare ancora di più la porta d’ingresso. Per fortuna, chi ha agito non è entrato in chiesa per azioni sacrileghe che mi avrebbero provocato tantissimo dispiacere».
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