Un dolore fisso come compagno di vita. «Ma ho resistito. Prima la gioia di vivere»

La Buona Domenica Ingrid Alberti, 50 anni, racconta l’esperienza terribile con l’endometriosi e la rinascita grazie al volontariato.

Un dolore fisso come compagno di vita. «Ma ho resistito. Prima la gioia di vivere»
Ingrid Alberti

Il dolore cambia il modo in cui consideriamo la realtà e noi stessi. Come scrive Jonathan Safran Foer «è una parola che definisce il nostro sguardo ancor più di ciò che stiamo contemplando». Lo ha imparato fin da ragazzina Ingrid Alberti, 50 anni, originaria di Valbondione: «Ho scoperto di soffrire di endometriosi intorno ai 19 anni, ma già quando ne avevo 14 soffrivo di fortissimi dolori, che penalizzavano in modo grave le mie attività e la mia vita». Il percorso per la diagnosi e soprattutto per accettare la patologia è stato impervio: ma quella malattia oscura e insidiosa non ha spento il suo sorriso. Il volontariato con l’Associazione Progetto Endometriosi le ha offerto una preziosa possibilità di rinascita.

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