Cistite interstiziale: diagnosi certa per cure efficaci
UROLOGIA. Non risponde agli antibiotici e questo è uno dei motivi per cui la certezza può arrivare molto tardi.
Lettura 2 min.Bruciore persistente, urgenza minzionale che non dà tregua, dolore pelvico prolungato senza una specifica motivazione. Sono i segnali che, per molto tempo, accompagnano chi soffre di cistite interstiziale prima di ricevere la diagnosi corretta. Una patologia che colpisce sia uomini che donne, e che richiede la competenza specifica dell’urologo. Ne parliamo con il dottor Daniele D’Agostino, specialista di riferimento nell’équipe del professor Angelo Porreca, in Humanitas a Bergamo.
Cos’è esattamente la cistite interstiziale?
«È una condizione cronica della vescica caratterizzata da un’infiammazione delle sue pareti che non dipende da batteri. Il dolore pelvico è avvertito in modo costante o ciclico per almeno sei mesi, e si accompagna quasi sempre a un’urgenza minzionale intensa. A differenza della cistite comune, non risponde agli antibiotici: è questo uno dei motivi per cui la diagnosi può tardare mesi, se non anni».
Quali sono le cause?
«Non le conosciamo del tutto. L’ipotesi più solida chiama in causa un progressivo indebolimento dello strato di glicosaminoglicani che riveste internamente la parete vescicale.
Questo rivestimento ha funzione protettiva: quando si assottiglia, le sostanze irritanti presenti nelle urine aggrediscono la mucosa e innescano un processo infiammatorio cronico. Infezioni urinarie pregresse, interventi chirurgici o malattie virali possono rappresentare fattori scatenanti, ma il quadro causale rimane in parte oscuro».
Molte donne associano i disturbi urinari al ginecologo. Perché, nel caso della cistite interstiziale, è fondamentale rivolgersi all’urologo?
«La cistite interstiziale è una malattia della vescica e dell’apparato urinario, quindi lo specialista di riferimento è l’urologo. È comprensibile che molte donne si rivolgano inizialmente al ginecologo, perché i sintomi possono essere confusi con patologie ginecologiche. Tuttavia, quando gli esami ginecologici risultano nella norma e i disturbi persistono, è importante approfondire il quadro con una valutazione urologica. L’urologo dispone degli strumenti diagnostici necessari per studiare la vescica e le vie urinarie, escludere altre patologie e riconoscere precocemente la cistite interstiziale. Arrivare rapidamente allo specialista corretto significa ridurre il rischio di anni di diagnosi errate, trattamenti inefficaci e peggioramento della qualità di vita».
Come si arriva alla diagnosi?
«Il percorso prevede prima di tutto l’esclusione di altre patologie vescicali con sintomi simili: esami delle urine, urinocoltura, citologia urinaria ed ecografia dell’apparato urinario. Il passaggio successivo è la cistoscopia in narcosi con distensione vescicale, che permette di individuare le cosiddette ulcere di Hunner – lesioni tipiche di questa malattia – e le piccole emorragie puntiformi sulla parete vescicale. La distensione con soluzione fisiologica, porta spesso un beneficio temporaneo sul dolore».
Quali trattamenti sono disponibili?
«La cistite interstiziale richiede spesso una combinazione di terapie personalizzate, come farmaci per proteggere la mucosa vescicale e, quando indicato, antinfiammatori, analgesici e antistaminici. In Humanitas a Bergamo impieghiamo instillazioni vescicali con sostanze che favoriscono la riparazione dell’urotelio e, in casi selezionati, tecniche avanzate come gli attivatori di permeazione e l’Emda, che migliorano la penetrazione dei farmaci nella parete vescicale. L’obiettivo è quello di ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita del paziente».
Quanto incide questa patologia sulla vita quotidiana?
«In modo molto significativo. Il dolore cronico interferisce con il sonno, con il lavoro, con la vita sessuale e con le relazioni sociali. Non è raro che i pazienti sviluppino ansia e depressione come conseguenza di una condizione che altera la quotidianità. Una diagnosi precoce fa la differenza: prima si interviene, minori sono i danni irreversibili alle funzioni vescicali e più efficace risulta la terapia».
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