Con il freddo cala la sete non il fabbisogno di acqua

Con il freddo cala la sete
non il fabbisogno di acqua

Durante i mesi più caldi risulta più facile bere, mentre diventa difficile farlo in inverno. Ma il nostro bisogno di acqua resta sempre costante.

È facile associare la disidratazione alle temperature estive, calde e umide, quando la sensazione di sete è più evidente, ma anche il freddo può accelerare questo fenomeno in modo meno visibile ma non meno rischioso . In inverno, la perdita di liquidi corporei può essere elevata tanto quanto quella che si manifesta nel periodo estivo, anche perché, in questa stagione, è più facile abbassare la guardia e sottovalutare il fenomeno in questione: ci si disidrata attraverso la respirazione e la sudorazione che, anche se meno percepita, è favorita dall’utilizzo di un abbigliamento più pesante e dall’eccessiva climatizzazione che riduce il tasso di umidità degli ambienti.

Si stima che respirare aria fredda e secca può in un’ora aumentare la perdita di fluidi corporei attraverso la respirazione di circa 5 ml , una misura che può apparire trascurabile per brevi periodi, ma che diviene significativa quando abitualmente si vive in ambienti freddi per molte ore al giorno. Durante i mesi più caldi, risulta più facile bere la quantità d’acqua consigliata – 8-10 bicchieri - mentre diventa difficile farlo in inverno . La sete rappresenta un sintomo fondamentale di disidratazione, che però durante i mesi più freddi si riduce fino al 40% , anche se il fabbisogno di acqua del nostro corpo non si modifica nel corso dell’anno.

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