Cura, terapie su misura e «multidisciplinarità»
TUMORE AL POLMONE. Un team di specialisti che si confronta regolarmente per definire la strategia più adeguata a ciascun caso dà risultati migliori.
Lettura 1 min.Il tumore del polmone è ancora oggi la principale causa di morte per neoplasia in Italia: ogni anno nel nostro Paese si contano oltre 43mila nuove diagnosi e circa 34mila decessi. Nella sola provincia di Bergamo le diagnosi sono 523 l’anno per gli uomini e 205 per le donne, con tassi di mortalità purtroppo ancora molto alti. Eppure, negli ultimi tempi, qualcosa sta cambiando in profondità. La ricerca ha aperto strade che fino a poco tempo fa sembravano impercorribili, con risultati che si misurano in termini concreti: più pazienti che sopravvivono e una qualità di vita migliore rispetto al passato.
«Sfida clinica molto seria»
Ne parla così Chiara Catania, Capo-Sezione dell’Unità di Oncologia Toracica in Humanitas Gavazzeni: «Il tumore del polmone rimane una sfida clinica molto seria, ma il panorama terapeutico è cambiato radicalmente rispetto a dieci anni fa. Nel tumore del polmone iniziale, ad esempio, l’immunoterapia prima dell’intervento abbinata alla chemioterapia riduce il rischio di recidiva e migliora la sopravvivenza. Nelle forme avanzate, invece, usata da sola o con altre terapie, permette di prolungare significativamente la vita dei pazienti». Accanto all’immunoterapia, un’altra rivoluzione sta trasformando la cura del tumore al polmone in tutti gli stadi: le terapie a bersaglio molecolare, affiancate da anticorpi monoclonali (ADCC), anticorpi bispecifici e nuove strategie antivascolari e anti PD 1(L1). Grazie alla profilazione genomica, oggi è possibile leggere la “firma biologica” del tumore e capire quali alterazioni ne alimentano la crescita. «È come scoprire il suo codice segreto – continua la dottoressa -. Quando individuiamo una mutazione driver – ossia una modifica “anomala” del DNA che favorisce la nascita e la crescita del tumore - possiamo offrire un trattamento mirato, capace di colpire con precisione chirurgica il motore della malattia. Ci sono farmaci che, progettati su misura, garantiscono spesso risposte nettamente superiori rispetto alla sola chemioterapia tradizionale». Ed è proprio qui che la biologia molecolare diventa decisiva: prima di scegliere la terapia, bisogna conoscere a fondo la biologia del tumore. «Solo così si costruisce un percorso terapeutico davvero personalizzato, cucito sul profilo unico di ogni paziente».
Un team multidisciplinare
Tutto questo, in Humanitas Gavazzeni, si traduce in un lavoro integrato del Team oncologico Multidisciplinare. Oncologi toracici, chirurghi toracici, radiologi, pneumologi, radioterapisti, medici di medicina nucleare, anatomopatologi e biologi molecolari si confrontano regolarmente per definire la strategia più adeguata a ciascun caso. «Non esiste una soluzione uguale per tutti perché ogni persona è unica e ogni malattia ha caratteristiche proprie. Non deve esistere in oncologia un approccio standardizzato – evidenzia la Catania. - Ogni situazione viene discussa collegialmente, perché le variabili sono molte e la personalizzazione del trattamento incide realmente sulla vita dei nostri pazienti».
C’è poi un altro elemento che fa la differenza nell’approccio terapeutico: un patrimonio policlinico strutturato. In Humanitas Gavazzeni specialisti altamente qualificati di diverse discipline - infettivologi, cardiologi, endocrinologi, neurologi e altri, in stretta collaborazione con l’équipe oncologica - costituiscono un fattore più che mai determinante nella rapida evoluzione farmacologica in corso. I nuovi farmaci, infatti, portano con sé tossicità nuove, spesso complesse, che richiedono competenze trasversali e rapida capacità di intervento.
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