Influenza, Covid e virus sinciziale in calo in tutto il mondo

I DATI DELL’OMS. L’influenza è in ritirata in tutto il mondo. Lo afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità che, nel proprio bollettino settimanale, riferisce che la circolazione dei virus influenzali è in discesa per la terza settimana consecutiva, seppure con un andamento diverso tra le differenti aree geografiche.

Nella gran parte dei Paesi dell’emisfero settentrionale il tasso di positività dei campioni sottoposti a test per la presenza di virus influenzali è inferiore al 20%. La circolazione resta invece elevata - superiore al 30% - soprattutto in alcuni Stati europei, come Portogallo, Francia, Germania. In generale, comunque i tassi di positività sono in discesa; fanno eccezione alcuni Paesi del centro ed est Europa, dove si osserva un lieve incremento. Il virus dell’influenza A/H3N2 si conferma quello dominante.

È bassa, invece, la circolazione del virus SarsCoV2 responsabile di Covid. Quasi ovunque la percentuale di campioni positivi è inferiore al 10%; uniche eccezioni sono Cile e Slovenia, dove i tassi sono superiori al 20%. Stesso trend per il virus respiratorio sinciziale, sebbene la quota di tamponi positivi resti superiore al 10% specie in alcuni Paesi europei, come Francia, Spagna e Regno Unito.

Le epidemie influenzali annuali sono associate a morbosità e mortalità elevate. L’influenza colpisce ogni anno in media l’8% della popolazione italiana, mantenendo un livello intermedio rispetto a quello osservato nella stagione 2005-2006, in cui è stato registrato il minimo storico di attività influenzale (4%), e quello osservato nella stagione 2004-2005, in cui l’incidenza ha raggiunto il massimo livello (12%) dall’avvio della sorveglianza nel 1999.

In base ai dati relativi alle diverse stagioni influenzali, la curva epidemica generalmente raggiunge il picco all’inizio del mese di febbraio, colpendo soprattutto la popolazione in età pediatrica (0-4 e 5-14 anni), con un’incidenza cumulativa che decresce all’aumentare dell’età (sino a raggiungere il valore minimo negli ultra 64enni).

I casi severi e le complicanze dell’influenza sono, tuttavia, più frequenti nei soggetti al di sopra dei 65 anni di età e con condizioni di rischio, come, ad esempio, il diabete, le malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie croniche

I casi severi e le complicanze dell’influenza sono, tuttavia, più frequenti nei soggetti al di sopra dei 65 anni di età e con condizioni di rischio, come, ad esempio, il diabete, le malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie croniche. Alcuni studi hanno messo in evidenza un aumentato rischio di malattia grave nei bambini molto piccoli e nelle donne incinte. Tuttavia, casi gravi di influenza si possono verificare anche in persone sane, che non rientrano in alcuna delle categorie citate.

Il Centro europeo per il controllo delle malattie (ECDC) stima che, in media, circa 40 mila persone muoiano prematuramente ogni anno a causa dell’influenza in Unione europea. Il 90% dei decessi si verifica in soggetti di età superiore ai 65 anni, specialmente tra quelli con condizioni cliniche croniche di base.

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