Mammografie, più adesioni ma in calo per il colon-retto
PREVENZIONE. I dati degli screening eseguiti in Bergamasca. Per il tumore alla mammella la risposta è oltre il 70 percento. Ats: dato confortante.
Lettura 2 min.Giocare d’anticipo fa la differenza. Vale soprattutto in fatto di salute, e una delle risorse più preziose è rappresentata dagli screening oncologici. In Bergamasca la partecipazione è in crescita per la mammografia e per la cervice uterina, mentre cala nel colon retto. Sono le lettere che la Regione invia periodicamente a chi è nelle fasce d’età previste dalla normativa, con la possibilità di eseguire esami gratuitamente e in tempi rapidi.
I dati di Ats
Secondo le rilevazioni dell’Ats, cui fa capo il coordinamento del programma su scala locale, nel 2025 il tasso di adesione allo screening mammografico (rivolto alle donne dai 45 ai 74 anni) è stato del 71%, mezzo punto percentuale sopra al 2024 e quasi cinque in più del 2022. «Per questo esame – spiegano Margherita Zeduri e Sofia Tebaldi, dirigenti medico del Centro
screening dell’Ats di Bergamo – il trend è molto confortante, considerato che a livello nazionale si richiede un target del 60%; anche a livello regionale Bergamo si posiziona bene». Sullo screening del colon retto, invece, «c’è sempre stata una maggiore riluttanza, sia per la tipologia di esame sia perché è coinvolto anche il sesso maschile, che risponde di meno a queste attività di prevenzione»: numeri alla mano, per questo test (per uomini e donne dai 50 ai 74 anni c’è la ricerca del sangue occulto ogni due anni, poi eventualmente la colonscopia in caso di riscontro positivo) nel 2025 la partecipazione è stata del 49,9%, contro il 56,2% del 2024. Sta prendendo piede anche lo screening per il tumore della cervice uterina (per le donne dai 25 ai 64 anni, con pap test o Hpv test a seconda dell’età): la risposta lo scorso anno è stata del 49,8%, in linea con il 49,1% del 2024 e in progressione rispetto al 45,4% del 2023. «In questo caso – specificano Zeduri e Tebaldi -, molte donne eseguono già il test in autonomia: è immaginabile che una buona parte di chi non ha aderito abbia comunque eseguito il test».
Se le liste d’attesa restano la principale preoccupazione dei cittadini e una delle più grandi sfide per il sistema sanitario, gli screening sono una soluzione snella e tempestiva. «Nell’invito per la mammografia e la cervice uterina – proseguono i medici – è già fissato un appuntamento, quindi le pazienti non devono fissarlo». E se quel giorno non coincide con la propria «agenda» personale, oppure se la «busta» non arriva? Si può (ri)programmare il test contattando il Centro screening al numero verde 800.512.330 (attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8,30 alle 12,30), oppure scrivendo a [email protected]. Per il colon retto, la procedura è differente: la lettera dà la possibilità di ritirare gratuitamente in qualsiasi farmacia il kit per la ricerca del sangue occulto; poi, dopo aver riconsegnato il campione, in caso di riscontro positivo si viene ricontattati per la colonscopia.
A chi si rivolge
La presa in carico è decisiva: «In caso di positività a questi esami – continuano Tebaldi e Zeduri -, il Centro screening fissa direttamente gli accertamenti successivi. Non occorre mettersi in lista d’attesa, perché ci sono dei percorsi con delle disponibilità specifiche: è un percorso strutturato per garantire cure celeri e di qualità. La diagnosi precoce è fondamentale: per il tumore della mammella, ad esempio, quando si individua la patologia ancora allo stadio 1 o 2 (che tipicamente emergono in questo tipo di controlli, ndr) la percentuale di sopravvivenza supera l’80%».
Il programma regionale punta ora anche sull’estensione dello screening per il tumore della prostata (per uomini dai 50 ai 69 anni, tramite un questionario sul Fascicolo sanitario elettronico e l’eventuale test del Psa) e per il tumore del polmone (per forti fumatori o ex fumatori 55-74enni); si affianca poi lo screening per l’epatite C, rivolto ai nati tra il 1969 e il 1989.
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