Plasma arricchito di piastrine, in ortopedia può aiutare
L’INTERVISTA. «Può ridurre il dolore e migliorare la funzionalità articolare per diversi mesi nei pazienti con artrosi lieve o moderata».
Lettura 1 min.Sempre più spesso il PRP (Platelet-Rich Plasma, in italiano Plasma Ricco di Piastrine) trova indicazione in ortopedia e medicina dello sport con l’obiettivo di ridurre dolore e limitazioni funzionali. Ma cos’è il PRP? In quali situazioni può essere utile? Lo spiega il dottor Agostino Rossoni, medico dello sport e dell’esercizio fisico della Clinica Ortopedica e Traumatologica del Policlinico San Pietro, dove recentemente è stato attivato un ambulatorio dedicato alla medicina rigenerativa in ambito ortopedico-sportivo.
Dottor Rossoni, cos’è il PRP?
«Per PRP si intende un preparato ottenuto mediante un semplice prelievo di sangue venoso periferico del paziente stesso, che viene successivamente sottoposto a centrifugazione separando così le varie componenti (globuli rossi, piastrine, plasma, leucociti etc.). La componente chiave del PRP sono le piastrine: negli ultimi anni si è visto che hanno anche una funzione più ampia nei processi di guarigione dei tessuti, grazie al rilascio di specifici fattori di crescita».
In che modo agisce?
«Quando il PRP viene iniettato in un tendine, in un’articolazione o in un’altra struttura muscolo-scheletrica, rilascia localmente fattori di crescita e altre sostanze che possono contribuire a modulare l’infiammazione e a stimolare i processi di riparazione dei tessuti. In altre parole, il PRP crea condizioni biologiche favorevoli affinché l’organismo possa attivare più efficacemente i propri meccanismi di riparazione».
Come si svolge il trattamento?
«Una volta preparato, il PRP viene iniettato, come una semplice infiltrazione, direttamente nell’area da trattare. L’intera procedura è ambulatoriale e richiede meno di un’ora. Poiché il PRP viene ottenuto dal sangue dello stesso paziente, il rischio di reazioni avverse è praticamente nullo».
Quando può essere indicato in ambito ortopedico?
«Le applicazioni in ortopedia sono numerose. Non esiste però un’indicazione valida per tutti. La scelta di ricorrere a questo trattamento deve sempre derivare da una valutazione specialistica accurata, che tenga conto della diagnosi, stadio della patologia, caratteristiche del paziente e obiettivi. Fatta questa premessa, l’artrosi del ginocchio rappresenta oggi l’indicazione per la quale il PRP è stato maggiormente studiato. Numerose ricerche scientifiche hanno evidenziato che le infiltrazioni di PRP possono contribuire a ridurre il dolore e migliorare la funzionalità articolare per diversi mesi nei pazienti con artrosi lieve o moderata che non hanno ottenuto risultati soddisfacenti con i trattamenti conservativi classici. Un altro ambito molto promettente è quello delle tendinopatie croniche (gomito del tennista o del golfista, tendinopatia del tendine d’Achille, del sovraspinato etc.). Il PRP poi viene utilizzato molto negli atleti, dai professionisti ai dilettanti, per il trattamento di alcune lesioni muscolari e tendinee».
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