Diego Guirri, mille maglie per raccontare lo sport: «Dietro ogni cimelio c’è una storia»

L’INTERVISTA. Da Zogno una collezione nata da ragazzo e cresciuta fino a superare i mille pezzi. Tra i cimeli più cari la maglia di Davide Astori. Il sogno: trasformare questa passione in un progetto educativo per bambini e ragazzi.

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Zogno

Tutto è cominciato con le figurine Panini, come per tanti ragazzi. Poi, intorno ai 12-13 anni, Diego Guirri ha deciso di fare un passo in più: dalle immagini dei calciatori alle loro maglie vere. Da allora quella curiosità si è trasformata in una collezione che oggi supera i mille cimeli sportivi, tra calcio, pallavolo, altre discipline e materiale legato anche al mondo olimpico.

«A un certo punto mi sono chiesto: perché fermarmi al “ce l’ho, non ce l’ho” delle figurine e non provare direttamente con le maglie?», racconta Guirri. La prima divisa arriva dal Sassuolo, quando la società militava ancora in Serie C2. Da quel momento inizia un percorso fatto di lettere, richieste, incontri e soprattutto storie.

Diego Guirri, residente a Zogno, è insegnante di educazione fisica e ha sempre vissuto lo sport da vicino. Nel suo passato ci sono esperienze da preparatore atletico professionista e diversi anni trascorsi ad allenare nel calcio provinciale e nella pallavolo femminile, in particolare proprio a Zogno.

«Ogni maglia è un’istantanea in tessuto»

Per lui collezionare non significa semplicemente accumulare oggetti. Ogni divisa rappresenta un momento, un atleta, un incontro o la fatica necessaria per riuscire a ottenere un determinato pezzo. «Come qualcuno raccoglie fotografie, io raccolgo storie attraverso le maglie. Sono istantanee non soltanto fotografiche, ma vere e proprie istantanee in tessuto».

È anche per questo che Guirri fatica a indicare un solo cimelio preferito. Tutti, in modo diverso, sono legati a un ricordo. Ce n’è però uno che occupa un posto particolare: la maglia di Davide Astori.

«Come qualcuno raccoglie fotografie, io raccolgo storie attraverso le maglie. Sono istantanee non soltanto fotografiche, ma vere e proprie istantanee in tessuto»

Astori, originario di San Pellegrino Terme, aveva frequentato come Guirri l’istituto superiore Turoldo di Zogno. Tra i due c’era anche un rapporto personale.«Davide era un amico. Quella maglia per me è speciale», racconta Guirri ricordando il calciatore scomparso prematuramente il 4 marzo 2018 a Udine. Il ricordo va soprattutto alla persona, prima ancora che al capitano della Fiorentina: «Era una persona semplice e umile. Faceva anche iniziative benefiche senza cercare visibilità ed era profondamente legato ai valori umani. I compagni lo ricordavano come il primo ad accoglierli e l’ultimo ad andare via dal centro sportivo, quando era sicuro che tutti fossero a posto».

Il sogno di una mostra dedicata ai ragazzi

La collezione potrebbe ora diventare qualcosa di più. Il sogno di Guirri è infatti quello di organizzare un evento rivolto soprattutto a studenti, bambini delle scuole calcio e giovani sportivi, utilizzando i cimeli come punto di partenza per raccontare esempi di vita. Non soltanto campioni e risultati, dunque, ma sacrificio, difficoltà, solidarietà e capacità di reagire.

«Nella vita, Morosini aveva affrontato prove durissime. Aveva perso la madre a 15 anni, il padre a 17 e il fratello pochi anni dopo, oltre ad avere una sorella con disabilità. Di fronte a tutto quello che aveva vissuto, le difficoltà del calcio diventavano quasi secondarie».

Tra le storie che Guirri vorrebbe continuare a tramandare c’è anche quella del bergamasco Piermario Morosini, calciatore scomparso il 14 aprile 2012. «Nella sua vita aveva affrontato prove durissime. Aveva perso la madre a 15 anni, il padre a 17 e il fratello pochi anni dopo, oltre ad avere una sorella con disabilità. Di fronte a tutto quello che aveva vissuto, le difficoltà del calcio diventavano quasi secondarie». Sono proprio testimonianze come questa che, secondo il collezionista, possono aiutare i più giovani a guardare allo sport da una prospettiva differente.

La promessa della cuffia di Letizia Milesi

Tra i prossimi pezzi destinati ad arricchire la collezione potrebbe esserci anche la cuffia dell’atleta paralimpica Letizia Milesi, incontrata recentemente da Guirri. La sua storia lo ha particolarmente colpito: dopo un grave incidente che ha cambiato improvvisamente la sua vita, Milesi ha trovato nel nuoto una nuova strada sportiva. «Sentirla parlare è stata una lezione di vita. Raccontare come una persona riesca ad affrontare certe vicissitudini e a ripartire è qualcosa che può dare moltissimo ai ragazzi».

Milesi gli avrebbe già promesso una propria cuffia e la disponibilità a collaborare anche in ambito scolastico, portando direttamente agli studenti una testimonianza fondata su resilienza, tenacia e spirito di sacrificio.

È questa, in fondo, la direzione che Guirri vorrebbe dare al futuro della sua raccolta: trasformare le maglie da semplici oggetti da esposizione a strumenti capaci di raccontare le persone che le hanno indossate.

Dalle maglie allo zafferano di Ambriola

Accanto allo sport c’è poi una passione più recente e completamente diversa. Da circa quattro anni Guirri, che vive nella frazione di Ambriola, si dedica alla coltivazione dello zafferano in un piccolo appezzamento.Ogni stagione riesce a raccogliere pochi grammi, sufficienti però per sperimentare in cucina. «Due, tre o quattro grammi possono sembrare pochissimi, ma permettono di preparare degli ottimi risotti e anche di provare cose diverse, come gelati e torte». Una passione legata anche alla tradizione familiare e agli insegnamenti ricevuti dalla nonna Anna, oggi 94enne.

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