«L’Elisir d’Amore» diventa una rivoluzione: Donizetti conquista il cinema
L’INTERVISTA. Il regista Andrea Brusa reinventa il capolavoro donizettiano e sbarca al festival di Roma: Dulcamara è un medico idealista che sogna la rivolta degli operai. «Un film nato dalla mia passione per l’opera e dalla spinta di Bergamo».
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Bergamo
«Non volevamo semplicemente trasportare un personaggio d’opera al cinema: sarebbe stato superficiale. Volevamo portarci dietro Donizetti e il linguaggio dell’opera buffa». Il regista Andrea Brusa racconta così la sfida del suo «L’Elisir d’Amore», rilettura surreale e contemporanea del capolavoro donizettiano, scelta per chiudere la sezione Panorama Italia di Alice nella Città 2026 (in corso dal 13 al 25 ottobre a Roma). Un film a metà strada tra cinema e lirica, nel quale «l’opera entra a gamba tesa in un altro linguaggio e lo contamina».
L’idea nasce da una passione viscerale per Gaetano Donizetti e da uno spettacolo visto alla Scala nell’autunno 2019. Sul palco c’era Ambrogio Maestri nei panni di Dulcamara, nell’allestimento con le scene di Tullio Pericoli. «Vedendolo giocare con la goffaggine di quel personaggio, ho pensato che avesse una forza tale da meritare uno spazio cinematografico», spiega il regista. Più che un adattamento, dunque, un personaggio «rubato» all’opera e catapultato nel presente.
Il Dulcamara di Brusa non è più il ciarlatano che vende vino spacciandolo per un elisir miracoloso. È un medico di base, un idealista ostinato, immerso nella periferia industriale di una città oppressa dalla fabbrica. Sogna di risvegliare gli operai, rassegnati e sconfitti, e di spingerli alla rivolta contro i capitalisti. Dopo un ictus avuto mentre cantava un acuto sotto la doccia, parla con una voce baritonale e veste panni stravaganti ispirati alle scene di Pericoli.
Forte anche il legame con Bergamo: tra i coproduttori figura Oki Doki Film e molte comparse arrivano dalle scuole di recitazione del territorio. «Senza la spinta bergamasca non avremmo potuto realizzare questo film», sottolinea Brusa, che lancia un appello agli imprenditori locali perché sostengano il cinema dedicato a Donizetti. «Abbiamo già due o tre idee per i prossimi progetti».
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