Caldo e poca acqua, per bagnare i campi si «pesca» nelle cave della Bassa

MEDIA PIANURA. La decisione del Consorzio di bonifica. In caso di necessità, prelievi anche da 500 litri al secondo. Attivata anche la cinquantina di pozzi, ma salgono i consumi di corrente. L’ente ha accantonato 900mila euro extra per i costi dell’elettricità.

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Temperature straordinarie richiedono soluzioni straordinarie. Si potrebbe riassumere così la decisione del Consorzio di bonifica della media pianura bergamasca, che da lunedì 22 giugno ha stabilito di iniziare a prelevare acqua dalla ex cava Fumagalli di Pontirolo Nuovo, ex sito di estrazione di sua proprietà. Le temperature che continuano a salire, infatti, stanno mettendo sotto stress le colture e, al contempo, stanno facendo calare sempre di più la disponibilità di acqua per l’irrigazione.

Livello del Brembo, «calo drastico»

Per soddisfare i bisogni dell’agricoltura bergamasca, dunque, è venuto il momento di ricorrere a strumenti straordinari. «Ci siamo visti costretti a ricorrere a questa misura – spiega il direttore generale del Consorzio, Mario Reduzzi – a causa del drastico calo del livello dell’acqua registrato nel fiume Brembo».

L’ex cava Fumagalli, che ha uno specchio d’acqua di 17 ettari e una riserva acquifera di 3,3 milioni di metri cubi, era stata acquistata dall’ente consortile nel 2018 a fronte di una spesa di 2,4 milioni di euro, proprio per tenerla come bacino d’acqua di riserva in caso di emergenza.

Si «pesca» dalla riserva di acqua

Ora è venuto il momento di servirsene, «anche perché – continua Reduzzi – non sono previste precipitazioni fino all’inizio di luglio e mancano ancora diversi giorni a questa data». Si partirà con un prelievo di 350 litri al secondo per poi, in caso di necessità, arrivare fino a 500.

L’ex cava Fumagalli servirà ad alimentare le rogge trevigliesi (la Moschetta e la Vignola) che irrigano un’importante zona coltivata della Gera d’Adda. In questo momento le coltivazioni di mais sono in fase di sviluppo ed è per questo che il Consorzio sta facendo di tutto per garantire la piena disponibilità di acqua a tutti gli agricoltori.

Al vaglio la riduzione dell’irrigazione

Martedì 23 giugno si riunirà il comitato esecutivo dell’ente consortile, che discuterà della possibilità di una riduzione dell’irrigazione nei prossimi giorni.

«Stiamo valutando mano a mano. Se ci sarà la disponibilità proveremo a dare agli agricoltori ancora qualche giorno di piena irrigazione»

Riduzione che, per gestire al meglio l’acqua e non farla mancare per tutta la stagione, era stata decisa una decina di giorni fa dal Tavolo regionale per l’utilizzo della risorsa idrica. Il taglio della fornitura sarebbe dovuto scattare domenica 21 giugno, poi è slittato a giovedì 25 giugno. Ma anche questa data non è ancora certa: «Stiamo valutando mano a mano – afferma ancora il direttore generale –. Se ci sarà la disponibilità proveremo a dare agli agricoltori ancora qualche giorno di piena irrigazione».

C’è anche un’altra cava a disposizione

Per non far mancare acqua all’agricoltura, il Consorzio è pronto a emungerla anche da un’altra cava di cui si è dotato da quest’anno, la ex Cava Holcim di Treviglio. Per il suo utilizzo ha fatto un apposito accordo con la proprietà, la Cava Ghisalba.

Accesi anche i pozzi

Per non fare mancare acqua agli impianti a goccia sul territorio, oltre che a quelli a scorrimento, è già stata accesa la cinquantina di pozzi irrigui a disposizione dell’ente consortile, che prelevano dalla falda acquifera.

Ma crescono i consumi elettrici

Anche questa è considerata una misura straordinaria, cui il Consorzio fa ricorso solo quando si prevedono lunghi periodi privi di precipitazioni. Anche perché il loro utilizzo, come l’emungimento dell’acqua dalla cave, comporta un importante consumo di elettricità.

Il Consiglio di amministrazione ha deciso di accantonare risorse extra per circa 900mila euro

«A causa dell’attuale situazione geopolitica – evidenzia Reduzzi – il costo dell’energia sta continuando a crescere. Come l’acqua, deve essere considerata una risorsa preziosa da non sprecare». Mediamente il Consorzio ha una spesa elettrica di circa 2 milioni di euro all’anno. A causa dell’aumento dei prezzi, quest’anno potrebbe essere costretto ad affrontare una bolletta superiore. Proprio per questo il Consiglio di amministrazione ha deciso di accantonare risorse extra per circa 900mila euro, in modo da non pesare sulle cartelle dei contribuenti: «Ovviamente – conclude il dg – speriamo di non dover utilizzare queste risorse. Potremmo riuscirci, purché il prossimo mese si registrino maggiori precipitazioni».

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