C’è un po’ di Bergamasca in onda con la serie «Doc»
IN TV. Della cittadina della Bassa sia il head writer che uno dei nuovi attori. Nomi di strade e cognomi «pescati» dalla terra di origine.
Lettura 2 min.Romano di Lombardia
È tornata in onda da poco con la nuova stagione (la quarta), ma in soli due giovedì sera «Doc - Nelle tue mani» ha già portato sugli schermi delle tv nazionali riferimenti tutti bergamaschi. «Quando si cercano nomi di personaggi o di strade, ad esempio, inevitabilmente si attinge da quello che si conosce». Non lo nega Francesco Arlanch, head writer (capo scrittura) e co-sceneggiatore della serie prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction. Di casa a Romano di Lombardia, cittadina che per altro lo ha visto impegnato per un decennio in consiglio comunale, lavora alla serie fin dalla sua creazione insieme alla co-autrice Viola Rispoli, contribuendo allo sviluppo di trame, personaggi e, appunto, sceneggiature.
Gli «easter egg» bergamasche
«Chi mi conosce sa che inserisco sempre alcuni piccoli “easter egg” – spiega Arlanch, che fa su e giù da Roma per lavoro –, con piccoli riferimenti per gli amici». E tra cognomi e luoghi, nella serie ambientata a Milano c’è più di un po’ della terra orobica cui è legato lo sceneggiatore. In un episodio delle precedenti stagioni era stato citato il comprensorio sciistico di Foppolo. E come dimenticarsi delle origini di Martina Carelli, la specializzanda originaria della Valle Brembana (interpretata da Laura Cravedi), che nella terza stagione, in un momento di difficoltà, se ne era uscita con una battuta che aveva fatto storcere il naso ai brembani. «Ma era una battuta dettata da quel momento, perché poi lei è innamorata della sua Valle – tiene a sottolineare Arlanch –, e da bergamaschi si può essere orgogliosi di lei».
Un nuovo riferimento bergamasco, invece, fin dalla prima puntata di questa nuova quarta stagione di «Doc» è nel cognome del nuovo specializzando Matteo Pellegrini, che per altro è interpretato proprio da un bergamasco di origine: l’attore Alessandro Piavani, classe 1993, è originario proprio di Romano di Lombardia. «Avevo già lavorato con lui in una puntata di “Blanca” – racconta Arlanch, citando un’altra serie tv di cui è head writer e sceneggiatore – e l’avevo invitato a un cineforum. Per il suo ruolo in “Doc 4” sono stati fatti tantissimi provini: alla fine la scelta è ricaduta su di lui, se lo è guadagnato». E il cognome Pellegrini? «Cercavamo un cognome del Nord Italia».
«Lavoriamo alla quinta stagione»
Sta di fatto che il bagaglio di vita di Francesco Arlanch, che mentre scriveva la seconda stagione di «Doc» era in lockdown a Romano, nell’occhio del ciclone del Covid (periodo in cui per altro ha ambientato quegli episodi) ha portato ancora una volta alla Bergamasca: «C’è anche un po’ il piacere di rappresentare territori e storie che magari sono meno rappresentati sulla televisione nazionale. Alla fine sta al gusto e alle scelte di noi autori». E il bergamasco è già all’opera con la quinta, di stagione: «Questa l’ho scritta due anni fa, invece la prossima andrà sul set nel 2027 e se tutto andrà bene sarà in onda tra un paio di anni». Ci saranno altri riferimenti bergamaschi? Vietato spoilerare, ma tutto fa pensare che qualche altro pezzettino della nostra provincia possa finirci ancora, nei lavori di Arlanch per il cinema e la tv.
Chi invece pensava che Levata, paese di origine del dottor Andrea Fanti, fosse ispirato al bergamasco Levate, deve ricredersi: Levata di Grontardo si trova nel Cremonese ed è il paesino di origine di Pierdante Piccioni, ex primario del Pronto soccorso di Lodi e Codogno che, a causa di un incidente d’auto nel 2013, ha perso i ricordi degli ultimi 12 anni della sua vita: la sua storia ha ispirato il medical drama «Doc» interpretato da Luca Argentero.
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