(Foto di Cesni)
L’INCONTRO. Il Cardinale Pizzaballa è rientrato nel suo paese natio dopo due anni di assenza, accolto da una chiesa gremita. Sulla situazione a Gaza: «Le infrastrutture si rifaranno ma la fiducia tra i popoli sarà più difficile da costruire».
Lettura 2 min.Il Cardinale Pizzaballa è arrivato a Cologno domenica mattina 28 giugno, dopo essere stato a Roma in occasione del Concistoro. È stato raggiunto alla stazione di Treviglio alle 12 dal fratello Fiorenzo Pizzaballa ed è andato nella sua casa di Castel Liteggio - frazione di Cologno al Serio - dove ha pranzato con la sua famiglia. Alle 18,30 ha concelebrato la Messa alla Parrocchia di Cologno dove la comunità si è riunita numerosa per accoglierlo dopo due anni di assenza.
«Saper vivere in perdita è cosa difficile oggi, nella nostra società dove se non ottieni non conti: dobbiamo imparare a saper vivere in perdita per amore dell’altro»»
La Messa è stata concelebrata dal Cardinale Pierbattista Pizzaballa con il Parroco di Cologno Don Giuseppe Navoni insieme a una ventina di sacerdoti. Il parroco Don Giuseppe ha aperto la celebrazione ricordando il recente incontro a Pavia della mamma del Cardinale Pizzaballa, Maria Tadini con Papa Leone XIV che le ha chiesto di portare i suoi ringraziamenti al Cardinale Pizzaballa per il suo grande contributo e ha aggiunto: «Per la nostra comunità è un momento di gioia ma anche di gratitudine, il Cardinale manca da due anni ma non manca nel nostro interessamento e nella nostra preghiera ma anche nelle domande che quotidianamente la comunità mi fa su di lui». La liturgia è proseguita con la lettura di un passo del Vangelo secondo Matteo sul tema della gratuità che, nell’Omelia, è stato commentato dal Cardinale Pizzaballa che ha ammesso: «Io sono come un padre che si prende cura della propria famiglia e ora ho una famiglia là che ha bisogno di me». E ha aggiunto: Ciò che conta nella vita è la gratuità. Nella vita - continua il Cardinale Pizzaballa - i conti non tornano mai, tornano quando qualcuno è disposto a perdere per amore dell’altro in qualsiasi relazione o contesto dove si vive insieme e questa è la giustizia che conta».
Sulla situazione in Medio Oriente: «Abbiamo ereditato dai nostri padri, non dai grandi potenti che pensano di dominare il mondo. Saper vivere in perdita è cosa difficile oggi, nella nostra società dove se non ottieni non conti: dobbiamo imparare a saper vivere in perdita per amore dell’altro».
«I conti non tornano mai, tornano quando qualcuno è disposto a perdere per amore dell’altro in qualsiasi relazione o contesto dove si vive insieme e questa è la giustizia che conta»
Dopo aver rivolto un ringraziamento alla comunità per la sua vicinanza, il Cardinale Pizzaballa ha ammesso: «Non so quando potrò tornare ma anche se non potrò tornare subito a causa di confini e aeroporti che non sempre sono aperti, so che ci sono legami che vanno oltre i confini». Dunque un forte legame con la Terra Santa come ha espresso definendosi “padre» di quella comunità ma senza mai dimenticare il forte legame con la comunità colognese e con la sua famiglia. In chiesa commossi c’erano la mamma Maria Tadini e il fratello Fiorenzo Pizzaballa.
Pierbattista Pizzaballa ripartirà da Malpensa martedì mattina 30 giugno, giorno del 91esimo compleanno della mamma Maria a cui sono stati donati dei fiori alla fine della celebrazione. Al Cardinale, alla fine della celebrazione, sono stati donati una Mitra, una somma raccolta dal gruppo missionario per la Terra Santa, un autoritratto realizzato dall’artista Saulo Ambrosini ma soprattutto l’affetto che la comunità gli ha fatto sentire.
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