Le quattro stagioni di Astino: si riparte con altri interventi per 8 milioni di euro

Si prepara il programma estivo, ma la Mia assicura: «Spazi pronti per essere usati tutto l’anno, grazie anche alla nuova centrale tecnologica». Piano dei restauri, finora già investiti oltre 27 milioni.

Astino è pronto per l’estate, ma è a una versione «quattro stagioni» che pensa la Mia. Lo dice il direttore della Fondazione Giuseppe Epinati: «Qui i diversi colori del tempo emozionano, dall’alba all’imbrunire». Lo conferma il presidente Fabio Bombardieri: «Chi viene fa fatica ad andarsene, per la serenità e la pace che si respirano. Siamo pronti ad aprire tutto l’anno». Grazie anche a un nuovo «cuore tecnologico» che pulsa tra le antiche vestigia. In un inedito «viaggio emozionale» i vertici della proprietà spalancano in anteprima le porte del monastero vallombrosano, che sarà di nuovo riconsegnato alla città dal 1° giugno, presentando i lavori fatti e quelli ancora da fare, nel rispetto del valore ambientale e sociale della natura, che si risveglia tutt’intorno. «Perché ad Astino non si finisce mai», assicurano, reduci da mesi di super cantiere (anche sette le imprese all’opera contemporaneamente) sotto l’occhio vigile di due Sovrintendenze (Beni Culturali e Archeologici).

Dall’alto della Torre del Beato Guala al basso delle cantine (e ancora più sotto la nuovissima centrale tecnologica), il complesso monumentale, vincitore del Premio nazionale del Paesaggio, svela i suoi tesori, a poco a poco riconquistati. Dal 2007 a oggi sono stati investiti per il recupero oltre 27 milioni di euro; già in programma un ulteriore pacchetto da 8 milioni di euro. Fondi della Mia, eccetto un contributo di 4,5 milioni (da Diocesi, Ubi Banca e Regione) stanziato nella prima fase. Ma da qui a fine mandato (settembre 2024) il Cda della Fondazione ha già nuove idee in cantiere.

L’estate

Il prossimo passo è l’allestimento estivo, con i 630 metri quadri di terrazza pronti a ospitare la proposta enogastronomica firmata dallo chef pluristellato Chicco Cerea. Ristorazione come fiore all’occhiello, ma senza trascurare il calendario culturale (nelle sue diverse declinazioni), che inaugura l’11 giugno con la mostra fotografica di Guido Guidi. L’«Ultima cena» di Alessandro Allori, già ricollocata nella Sala Refettorio, toglie il fiato.

Venendo ai prossimi interventi, dal 24 maggio inizierà la posa della «Domus Bergamo» (già in piazza Dante) come centro servizi del parcheggio Ripa Pasqualina (140 mila euro). Il presidente Bombardieri non nasconde il prossimo obiettivo: «Dopo l’installazione della Domus, vorremmo avviare, già per quest’estate, un servizio di noleggio di bici elettriche, viste anche le piste ciclopedonali realizzate. Tre colonnine di ricarica, da attivare, ci sono già nel parcheggio. Questa estate sarà una stagione importante per Astino, un posto insostituibile per il relax e la vita all’aria aperta, l’inizio di una continuità assoluta». Giugno segnerà anche l’inizio del primo lotto del recupero della «cascina Convento», per la realizzazione della Scuola di alta formazione per la ristorazione e la ricettività alberghiera (circa 6 milioni di euro).

L’autunno-inverno

Per l’autunno-inverno, Covid permettendo, si punta alla partenza della ristorazione (curata da «Le Orbe» di Treviglio col tocco stellato di Cerea) nei locali delle cantine. L’architetto Epinati fa strada tra le volte restaurate, facendo notare l’utilizzo della sabbia di marmo finissimo alle pareti, con i colori abbinati alle pietre esistenti. Ci sono gli spazi per le cucine e le celle originali per l’esposizione di vini, formaggi e salumi. L’utilizzo tutto l’anno dell’antica struttura sarà possibile grazie ai locali tecnici impiantistici interrati nel bastione (costati due milioni di euro, escluse le opere murarie), «la parte nascosta di Astino, che però rappresenta il suo “cuore-motore”». Per l’inverno Bombardieri sogna già un Astino addobbato: «Con un mega-albero di Natale allestito al centro del chiostro che si possa vedere da Città Alta. Dopo una riunione nella sala del primo piano Beato Guala, si può chiudere l’anno con una cena aziendale sotto le volte».

I prossimi restauri

Al recupero degli ambienti del Beato Guala si punta per il futuro. La cappella dedicata al domenicano vescovo di Brescia, con il suo arco a sesto acuto, dovrebbe essere il primo nuovo restauro a partire (circa 95 mila euro di preventivo). Ma è la Torre d’angolo il «sogno nel cassetto» del presidente della Mia. Dalle vetrate lo sguardo si perde sull’orizzonte della valle della biodiversità. Dopo la messa in sicurezza del tetto, si vuole accelerare sul recupero dell’agibilità degli spazi: «La progettazione è in corso», conferma Bombardieri. Si vorrebbe mantenere una fruizione pubblica, anche se al primo piano la destinazione prevista è ricettiva. In attesa del rilascio dell’autorizzazione da parte della Sovrintendenza, è invece il recupero degli ambienti al primo piano della Chiesa del Santo Sepolcro (stimati 300 mila euro di lavori). «Spazi importanti – ci tiene a precisare Bombardieri – per le attività pastorali, per il raccoglimento in preghiera e i ritiri spirituali. Non dimentichiamo che siamo in un monastero». Dove la storia si è stratificata: durante gli scavi non sono mancati i ritrovamenti archeologici, ora allo studio per essere datati. L’architetto Epinati mostra una vasca ritrovata nell’ultima stanza delle cantine: «Conteneva l’acqua per dare umidità. Un umidificatore ante litteram».

© RIPRODUZIONE RISERVATA