(Foto di cesni)
IL PROGETTO. Su un terreno condiviso dai due Comuni il progetto nato con la società Arbolia. «Contrasto a ondate di calore». Avvistate le prime lepri.
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I sindaci di Treviglio e Caravaggio, Juri Imeri e Claudio Bolandrini, si sono incontrati ieri sul confine, nel mezzo del ponte che unisce le due città. Obiettivo, osservare dall’alto il nuovo bosco urbano che sta crescendo proprio sotto i piloni, accanto alla roggia Castolda, in un terreno entro i confini trevigliesi, ma di proprietà condivisa tra i due Comuni.
Questo nuovo polmone verde, che conta circa 3.600 alberi, punta alla mitigazione ambientale in un’area fortemente costretta, trovandosi incastonata tra l’ospedale, l’autostrada Brebemi, i binari della ferrovia e una polo scolastico.
Secondo le stime dei progettisti, nell’arco di vent’anni l’area sarà in grado di assorbire 365 tonnellate di CO2 e restituire 266 tonnellate di ossigeno, neutralizzando inoltre fino a 238 chilogrammi di Pm10 ogni anno.
Il progetto si estende su una superficie di circa 23.600 metri quadrati destinata alla forestazione e vede protagonista Arbolia, società benefit del gruppo Snam nata per connettere istituzioni e imprese sostenibili.
In questo caso il progetto, dal costo di circa 80mila euro, è stato supportato dall’azienda trevigliese Regas, affiancata da Genertel e Renovit. L’obiettivo, ha spiegato Marta Pettena di Arbolia, è quello di «rendere le città più resilienti, contribuendo anche a contrastare le ondate di calore». Le caratteristiche agronomiche della zona, spiegano i tecnici, si sono rivelate ottimali per questo tipo di intervento. Il terreno, il microclima e i livelli di umidità hanno favorito l’attecchimento di numerose essenze autoctone arboree e arbustive, tra cui aceri, carpini neri, bagolari, ciliegi selvatici, farnie e biancospini.
Arbolia ha gestito la ricerca dei partner privati, la relazione con i Comuni, la progettazione e i primi due anni di cura delle piante. La manutenzione passa ora in capo ai due municipi: come spiega il tecnico dell’ufficio ambiente, Luca Zambotti, l’investimento è di 26mila euro l’anno. Copre gli sfalci periodici dell’erba per evitare il soffocamento delle giovani piante, quattro irrigazioni di emergenza annue e i controlli sanitari che, per il momento, non hanno evidenziato criticità. In attesa che l’ecosistema diventi autonomo, anche se qualche segnale c’è già, come i primi avvistamenti di lepri.
«Siamo felici delle scelte fatte e di aver realizzato questo progetto che valorizza la sinergia tra Comuni e quella tra pubblico e privato», ha dichiarato il sindaco di Treviglio, Juri Imeri, affiancato dagli assessori Valentina Tugnoli e Michele Bornaghi, sottolineando l’importanza di una pianificazione a medio e lungo termine in grado di integrare il patrimonio arboreo delle città.
Al suo fianco, il sindaco di Caravaggio, Claudio Bolandrini, ha espresso gratitudine per il coinvolgimento nel progetto, definendolo «un primo passo di rigenerazione ambientale in contrasto ai cambiamenti climatici», in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione europei. Bolandrini ha inoltre richiamato l’attenzione sulla scelta di aver bloccato, in passato, lo sviluppo di un interporto e di analoghe strutture, proprio su quell’area, per dare priorità a interventi di tutela della salute pubblica.
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