Vi.Re.Dis., il gioco diventa strumento per lavorare sulla socialità

L’ASSOCIAZIONE. Nei laboratori persone con disabilità fisiche, cognitive e relazionali, ma anche ragazzi che attraversano situazioni di fragilità.

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Calcinate.

Una console, un videogioco e una sfida di pochi secondi. A Calcinate possono ritrovarsi davanti allo stesso schermo un bambino e un anziano, una persona con disabilità e un volontario. Non ci sono spettatori: chi entra, gioca.

È da questa regola che prende forma il lavoro di Vi.Re.Dis. aps, associazione nata nel 2011, e della Vi.Re.Dis. Computer Game Therapy, metodologia ideata da Antonio Consorti, che è anche il presidente dell’associazione. Nei Vi.Re.Dis. Lab si utilizzano Nintendo Wii, Nintendo Switch e Xbox con tecnologia Kinect: videogiochi commerciali che richiedono movimento e permettono a più persone di affrontare brevi sfide insieme. Il gioco diventa così uno strumento per lavorare sulla socialità, sul controllo delle emozioni e sulle competenze relazionali, fisiche e cognitive.

Il sabato pomeriggio

Nei laboratori si incontrano persone con disabilità fisiche, cognitive e relazionali, ma anche ragazzi che attraversano situazioni di fragilità, abbandono scolastico o dipendenza dai dispositivi digitali. L’attività si svolge il sabato pomeriggio nella sede di piazza Chiesa 9. Accanto ai partecipanti ci sono terapisti e volontari. Ed è proprio di nuovi volontari che Vi.Re.Dis. è alla ricerca. Non sono richieste competenze specifiche perché poi è prevista una formazione. Le proposte nel tempo si sono ampliate: dalla psicomotricità al progetto «DJH», che ha accompagnato otto ragazzi in un percorso per diventare dj.

Un percorso per i caregiver

Il 17 ottobre saranno protagonisti a Bolgare della «Festa della Luce». Un altro fronte riguarda i caregiver, che Consorti definisce «tra le figure più dimenticate quando si parla di disabilità». A loro, ma anche a genitori e familiari, è rivolto «EmotiviAmoci», percorso dedicato alla conoscenza e alla gestione delle emozioni.

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