Un «baloon» medicato per contrastare la stenosi uretrale

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La stenosi uretrale è una condizione in cui l’uretra, il canale che trasporta l’urina dalla vescica all’esterno, si restringe in modo anormale, causando problemi nel flusso dell’urina. Rappresenta un problema che può condizionare in modo importante la vita di chi ne soffre. Oggi per risolverlo, accanto alle tecniche chirurgiche tradizionali, sono disponibili tecnologie innovative mini-invasive, efficaci anche nella prevenzione delle recidive. Ne parliamo con il dottor Riccardo Galli, specialista dell’Unità di Urologia del Policlinico San Marco.

Dottor Galli, come si manifesta la stenosi uretrale?

«Il restringimento dell’uretra dovuto alla stenosi uretrale può causare sintomi come difficoltà a urinare, minzione debole, dolore durante la minzione, necessità frequente di urinare o sensazione di svuotamento incompleto della vescica».

Quali sono le cause?

«Possono variare e includono cicatrici o lesioni dell’uretra dovute a traumi, infezioni, interventi chirurgici, radioterapia, malattie infiammatorie o congenite. Può riguardare sia gli uomini sia le donne, anche se è più comune nel genere maschile poiché l’uretra degli uomini è più lunga rispetto a quella delle donne e questa caratteristica la espone a una maggiore vulnerabilità».

Come si diagnostica?

«La diagnosi della stenosi uretrale si effettua attraverso una visita, durante la quale lo specialista urologo valuta i sintomi l’anamnesi medica del paziente. Utile ai fini della diagnosi è anche l’esecuzione di alcuni esami strumentali come l’uroflussometria (misurazione del flusso urinario), la uretro-cistografia retrograda e minzionale (radiografia dell’uretra e della vescica) o la cistoscopia (esame dell’uretra e della vescica mediante un sottile strumento flessibile)».

Come si può curare?

«Il trattamento dipende dalla gravità e dalla causa specifica, oltre che dalle esigenze del paziente. Le opzioni di trattamento tra le quali lo specialista urologo può scegliere includono la dilatazione uretrale, procedura con la quale lo specialista, attraverso l’utilizzo di dilatatori, allarga l’uretra e ripristina il flusso urinario normale; l’ureterotomia endoscopica, intervento mini-invasivo con il quale viene effettuata un’incisione nell’uretra per rimuovere o allargare l’area ristretta attraverso un bisturi endoscopico o Laser; l’uretroplastica, procedura chirurgica riservata ai casi più gravi con la quale di ricostruisce l’uretra utilizzando tessuto prelevato da altre parti del corpo o utilizzando innesti sintetici; la protesi uretrale, che consiste nell’inserimento di una protesi a spirale o una protesi flessibile nell’uretra per mantenerla aperta e consentire il passaggio dell’urina. Negli ultimi anni, infine, si è aggiunta una nuova e innovativa opzione terapeutica, ovvero il baloon medicato. Questo dispositivo, oltre ad essere mini-invasiva, ha il vantaggio di agire su due fronti: combina la dilatazione con palloncino della stenosi con la contemporanea somministrazione di un farmaco anti-proliferativo, sottoforma di cristalli sparsi sul pallone. Questo punto è fondamentale, in quanto la presenza del farmaco riduce notevolmente i tassi di recidiva e la formazione di altro tessuto cicatriziale che di solito compare dopo l’intervento. Si tratta di una procedura ambulatoriale alternativa alla chirurgia, che offre ottimi risultati, in termini di efficacia e durata, e minima invasività».

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