Dal 6G a internet quantistica, inaugurata la nuova sede di Restart

Dal 6G alle reti del futuro davvero intelligenti, capaci di trasformarsi in base alle esigenze del momento, fino al cloud e alla futura internet quantistica : sono alcuni degli obiettivi del grande progetto Restart che al termine della sua fase di avvio sostenuta dai fondi Pnrr ha inaugurato, negli spazi dell’Università di Tor Vergata , la sede operativa della direzione.

“Dopo 3 anni e 3 mesi si è conclusa la prima parte del progetto Restart, un avvio reso possibile da un sostegno di 116 milioni di euro , e che continuerà ora a operare nel campo delle telecomunicazioni per fare ricerca, sviluppo e formazione” , ha detto all’ANSA Nicola Blefari Melazzi, dell’Università di Tor Vergata e presidente della Fondazione Restart. Acronimo di Research and Innovation on future telecommunications systems and networks, to make Italy more smart, Restart è il più importante programma di ricerca e sviluppo pubblico mai realizzato in Italia nel settore delle telecomunicazioni, un consorzio formato da università, centri di ricerca e imprese che oggi conta 135 soci.

“Abbiamo dato vita a una serie di laboratori che finora non esistevano e formato e assunto 460 nuovi ricercatori , e fatto un grande lavoro sull’ecosistema economico”, ha aggiunto Blefari. Decine i progetti già avviati in questi primi mesi e che spaziano nelle tante frontiere tecnologiche delle telecomunicazioni: dal futuro 6G che permetterà comunicazioni più rapide ed efficienti, a dispositivi capaci di manipolare e guidare le onde elettromagnetiche come non era possibile finora fino alle future reti capaci di inviare messaggi totalmente sicuri o collegare tra loro i computer quantistici. “ Infrastrutture come quelle che abbiamo inaugurato in questi mesi, e qui, dureranno decenni, sono un investimento per il futuro”, ha aggiunto Daniele Riccio, dell’Università Federico II di Napoli e responsabile della Missione 6 di Restart. “Sono i luoghi di aggregazione della ricerca – ha aggiunto – e senza le infrastrutture perdiamo i nostri giovani talenti che vanno all’estero: il nome Restart è anche questo, un nuovo avvio che ci porterà nel futuro”.

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