Fallita Link, la prima missione di salvataggio spaziale
La missione spaziale per salvare il telescopio Swift della Nasa è stata ufficialmente annullata , ma l'agenzia spaziale degli Stati Uniti prevede di tentare comunque una manovra dimostrativa di avvicinamento al telescopio, destinato a bruciare nell'atmosfera entro la fine dell'anno . A dirlo è l'amministratore capo della Nasa, Jared Isaacman, aggiungendo che il tentativo servirà a migliorare le future missioni.
La missione Link, ideata e lanciata in tempi record per catturare il telescopio Swift e portarlo a un'altitudine maggiore per estenderne la missione scientifica, ha riscontrato problemi in orbita ed è stata ufficialmente annullata, ma non tutto è da buttar via: "non è il risultato a cui puntavamo, ma valeva la pena tentare", ha detto Isaacman. Ideata e lanciata dall'azienda Katalyst in meno di 12 mesi, la missione Link avrebbe dovuto tentare qualcosa che finora non è mai stato fatto, ossia catturare un grande satellite , in questo caso un importante telescopio spaziale, e spingerlo su una nuova orbita così da impedirne l'imminente e catastrofico rientro nell'atmosfera.
E' un tipo di missione di cui si parla da anni, ma che per le grandi difficoltà tecniche non era poi di fatto mai stata tentata. Avere queste capacità aprirebbe nel concreto al cosiddetto in orbit servicing , ossia il poter fare manutenzione dei satelliti direttamente nello spazio , per estenderne la durata o addirittura ripararne componenti danneggiate o antiquate.
Nello specifico, il problema riguardava Swift , un telescopio lanciato dalla Nasa nel 2004 per studiare i lampi gamma, le esplosioni più potenti dell'universo. Una missione importantissima a livello scientifico e che era stata pensata per durare appena 2 anni ma i cui ottimi risultati avevano spinto la Nasa a estenderla per decenni. Ora, dopo 21 anni l' orbita di Swift è talmente bassa che non potrà più lavorare e si stima brucerà entro la fine dell'anno.
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