I Beatles conquistano la scienza, più di 3.000 articoli citano le loro canzoni
I Beatles hanno lasciato un segno indelebile non solo nella musica , ma anche nella letteratura scientifica : sono infatti più di tremila i titoli di a rticoli accademici che fanno riferimento ai testi delle loro canzoni (come 'All you neded is love') per attirare l'attenzione e divulgare concetti appartenenti agli ambiti più disparati, dalla medicina all'economia, dalle scienze ambientali alle discipline umanistiche. Lo dimostra uno studio pubblicato su Plos One dai ricercatori della Delft University of Technology nei Paesi Bassi.
Analizzando i dati raccolti nel database accademico Scopus , gli studiosi hanno esaminato la frequenza con cui i titoli e i testi delle canzoni dei Beatles compaiono nei titoli degli articoli accademici . Aiutati da modelli linguistici di grandi dimensioni, hanno così individuato 2 .237 riferimenti esatti e 963 casi di giochi di parole creativi. L'uso è più comune negli articoli di medicina e scienze sociali, ma si rileva anche in campi come l’informatica , l’economia , le s cienze ambientali e le discipline umanistiche .
I dieci titoli di canzoni dei Beatles più citati compaiono nei titoli di 1.584 articoli scientifici, un numero nettamente superiore a quello dei dieci titoli più citati di Michael Jackson (65 articoli) e di Elvis Presley (196 articoli), i due artisti che seguono per vendite. Sul podio dei brani dei Beatles più ripresi ci sono 'The long and winding road' (798 volte), ' With a little help from my friends' (209 volte) e ' Here, there and everywhere' (129 volte), tutte usate come metafore del p rocesso scientifico per richiamare rispettivamente il percorso della ricerca, la collaborazione e la scoperta.
Molte variazioni del titolo 'All you need is love' sono inoltre entrate nella letteratura accademica, come 'All you need is sleep ' ('Tutto ciò di cui hai bisogno è dormire'). L ’articolo del 2017 intitolato 'A ttention is all you need ' (che ha introdotto l'architettura alla base di ChatGPT) è ad oggi una delle pubblicazioni scientifiche più influenti del XXI secolo: su Scopus è stato citato quasi 90mila volte.
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