Misteriosa onda d’urto prodotta da una piccola stella

Scoperta una misteriosa onda d’urto prodotta da una piccola stella morta : a osservarla sono stati i potenti occhi del Very Large Telescope in Cile, dell' Osservatorio Europeo Meridionale Eso. I risultati dello studio guidato da Krystian Ilkiewicz, dell’Accademia Polacca delle Scienze e dell’Università di Durham nel Regno Unito, e Simone Scaringi, dell’osservatorio di Capodimonte dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, sono stati pubblicati sulla rivista Nature Astronomy.

"Abbiamo trovato qualcosa di mai visto prima e, cosa ancora più importante, del tutto inaspettato ", ha detto Scaringi, che ha guidato lo studio. Vi hanno collaborato anche le italiane Domitilla de Martino, dell'osservatorio di Capodimonte dell'Inaf, e Sara Motta, dell’osservatorio di Brera dell’Inaf.

Al centro dell’enigma c'è la coppia di stelle chiamata RXJ0528+2838 . E' distante 730 anni luce ed è composta da una nana bianca , ossia quello che resta  di una stella di piccola massa morente, e da una stella simile al Sole che le orbita attorno ad essa.

Solitamente in questi sistemi binari il materiale della stella compagna viene strappato via dalla nana bianca , che forma un disco di gas e polveri attorno a sé e allo stesso tempo ne espelle violentemente una parte : il risultato è una nebulosa spinta lontano da una sorta di potente onda d’urto.

In questo caso però, sorprendentemente, attorno alla nana bianca non si osserva alcun disco di materiale strappato alla compagna, ma solo un guscio di gas . Analizzando forma e dimensioni dell'onda d'urto, i modelli prevedono che la nana bianca stia emettendo un potente flusso di materia da almeno mille anni, ma non è chiaro da cosa venga alimentato. Probabilmente, ipotizzano gli autori della ricerca, il motore misterioso di questa nebulosa è in parte il forte campo magnetico della nana bianca , ma “questa scoperta sfida l'immagine standard di come la materia si muove e interagisce in questi sistemi binari estremi", ha aggiunto Ilkiewicz. In ogni caso, aggiungono i ricercatori, solo la scoperta e lo studio di altre stelle simili a RXJ0528+2838 potrà aiutare a capire se questa ipotesi è corretta.

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