Nei vuoti tra le galassie tracce del campo magnetico primordiale

Tracce del campo magnetico primordiale , che si è formato nelle prima fasi della vita dell'universo , sono state rilevate nei vuoti cosmici che si estendono tra le galassie. Per ottenere questo importante risultato, in via di pubblicazione sulla rivista Physical Review D, i ricercatori che comprendono anche diversi italiani hanno sfruttato l’ esplosione cosmica più potente mai osservata, che ha ' illuminato' i vuoti intergalattici : si tratta del lampo di raggi gamma GRB 221009A, che ha colpito l'atmosfera terrestre il 9 ottobre 2022 e che conteneva un picco di energia di 12 milioni di elettronvolt . Lo studio vede come prima autrice Lea Burmeister dell'Università di Amburgo e ha coinvolto anche le sedi di Bologna e Roma dell'Istituto Nazionale di Astrofisica e quella di Trieste dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

L 'origine dei campi magnetici a larga scala nell'universo è uno dei misteri della cosmologia contemporanea, anche perché la loro misura risulta particolarmente complessa. Quando una sorgente luminosa come GRB 221009A emette raggi gamma di altissima energia, viene prodotta una cascata di particelle cariche: se è presente un campo magnetico , la traiettoria di queste particelle viene deviata , lasciando una traccia osservabile .

Il lampo GRB 221009A ha permesso di usare questo metodo con un livello di precisione mai raggiunto prima, stabilendo il vincolo più stringente sull’intensità minima dei campi magnetici intergalattici. "I nostri risultati - afferma Paolo Da Vela dell'Inaf di Bologna, co-autore dello studio - rappresentano un nuovo record per l’intensità minima che i campi magnetici cosmologici dovrebbero avere".

I calcoli, effettuati grazie ai dati raccolti da l telescopio spaziale Fermi della Nasa, al quale ha contribuito in modo importante anche l'Italia, fissano questo limite minimo a 25 miliardesimi di miliardesimi di gauss , l'unità di misura dei campi magnetici. Per fare un confronto, il campo magnetico della Terra è circa 20 milioni di miliardi di volte più intenso .

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