Nessuna nuova fisica, la particella creduta ribelle obbedisce alla teoria
Arriva un nuovo tassello per tentare di risolvere uno dei maggiori rompicapo della fisica : l’ asimmetria che esiste tra materia e antimateria . Sono i dati dell’esperimento Muon g-2 realizzato al Fermilab, del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, che vede un’importante partecipazione italiana con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. I nuovi dati sono online su arXiv, la piattaforma di articoli non ancora revisionati dalla comunità scientifica e sottoposti alla rivista Physical Review Letters.
Muon g-2 è il più recente di una serie di esperimenti che da decenni misurano le proprietà delle particelle elementari chiamate muoni , simili agli elettroni ma con una massa 200 volte maggiore e molto instabili. Da alcuni anni questo esperimento sta facendo parlare di sè, dopo che i dati pubblicati nel 2021 e nel 2023 avevano indicato importanti discrepanze tra i valori teorici dei muoni previsti dalla teoria di riferimento della fisica, il Modello Standard, e le misure reali. Avevano quindi fatto pensare al muone come a una particella ‘ribelle’ capace di aprire così le porte a una nuova fisica.
Nell' aprile 2026 erano stati pubblicati i primi dati dell’esperimento Muon 2-g in cui si dimostrava che questa discrepanza di fatto non esisteva perché i dati rientravano perfettamente nei limiti teorici , e ora arriva una nuova conferma .
Questa volta i ricercatori hanno misurato la simmetria della distribuzione della carica elettrica interna ai muoni , ossia il 'momento di dipolo elettrico del muone', e i primi dati confermano quanto prevede la teoria , ossia che questa misura ha un valore pari a zero.
Il risultato arriva dalla collaborazione di 176 fisici provenienti da 34 istituzioni di 7 Paesi . Una parte importante è costituita dall’Infn, che ha contribuito all’esperimento sin dall’inizio. “La componente italiana della collaborazione ha avuto un ruolo cruciale in questa misura, contribuendo in particolare allo sviluppo delle simulazioni, essenziali per la determinazione delle incertezze sistematiche”, ha detto Marco Incagli, ricercatore della sezione di Pisa dell’Infn e co-spokesperson di Muon g-2.
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