Scienza e Tecnologia
Giovedì 05 Febbraio 2026
Trappole e tralicci, la mano dell'uomo nelle foto naturalistiche
Tralicci elettrici che tagliano una riserva naturale in Namibia e incorniciano un gruppo di fenicotteri al tramonto, un imponente cumulo di trappole confiscate dai ranger in Uganda, due cuccioli di orso che giocano su una strada illuminati dai fari di un'automobile e un pangolino al riparo di un rifugio in Sudafrica : le foto naturalistiche portano sempre più le tracce della presenza degli esseri umani e questa tendenza emerge chiaramente in molte delle 24 fotografie selezionate dal Natural History Museum di Londra per il People's Choice Award , il premio dato dal pubblico agli scatti più belli tra quelli che non sono rientrati tra i 100 vincitori del Wildlife Photographer of the Year, annunciati lo scorso ottobre.
Si è aperta la campagna di voto globale online , che si concluderà il 18 marzo: la foto vincitrice e le quattro seconde classificate saranno poi annunciate il 24 marzo . In gara c'è anche un fotografo italiano , Francesco Russo, con uno scatto che fa parte di un progetto per documentare l'impatto dell'intervento umano sui bacini idrici britannici. Nella foto, ripresa dall'alto vicino al fiume Severn, il più lungo del Regno Unito, distese di pannelli solari disegnano il paesaggio come se fossero increspature sulla superficie di tanti specchi d'acqua, divisi dai confini che delimitano le zone di pascolo.
Tra le foto in gara, molte sono dedicate alla bellezza della natura : c'è un granchio che si fa dare un passaggio da una medusa, un colibrì che si nutre da un fiore, un opossum che imita la madre mentre si arrampica su un ramo in cerca di cibo, una gru con il suo cucciolo e un bradipo che culla il suo piccolo per proteggerlo dalla pioggia.
Altre foto, infine, raccontano storie più dure , come quella della tigre indiana affetta da pseudo-melanismo, una rara condizione genetica nella quale le strisce scure sono più larghe, tanto da far sembrare l'animale quasi completamente nero. C'è anche un cervo nelle cui corna è rimasta incastrata la testa mozzata di un maschio rivale sconfitto in una lotta e quella di un cucciolo di orso polare delle isole Svalbard, in Norvegia, prima della sua uccisione: poco dopo lo scatto, la madre è stata trovata morta a causa di gravi lesioni interne e il piccolo è stato abbattuto dalla polizia perché ritenuto aggressivo.
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