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L’AVVERSARIA. In vista della partita di giovedì in Conference si temono proteste e disordini in città legati al conflitto a Gaza.
Lettura 1 min.Il tam-tam corre sulla rete, come d’abitudine, e s’è innescato non appena è giunta l’ufficialità della sfida. Atalanta-Hapoel Tel Aviv, la gara d’andata dei playoff di Conference League in programma allo stadio di Bergamo giovedì alle 20,30, rischia di trascendere la dimensione puramente calcistica e assumere sfumature geopolitiche.
L’arrivo di una squadra israeliana potrebbe portare con sé una scia di polemiche – e magari anche di tensioni – legate alla guerra a Gaza. Al momento non risultano particolari provvedimenti in materia di ordine pubblico, anche se è ipotizzabile un rafforzamento delle misure di sicurezza e del presidio delle forze dell’ordine a ridosso del match, per evitare «turbolenze» extra sportive; una variabile sarà determinata da quanti sostenitori ospiti saranno in città al seguito della squadra.
D’altronde, alcuni precedenti inducono a una certa cautela. Il 14 ottobre 2025 – in un periodo di grande mobilitazione in solidarietà del popolo palestinese, durante una delle fasi più cruente degli attacchi israeliani – a Udine si giocò Italia-Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026: la capienza dello stadio fu limitata, mentre in città si segnalarono scontri tra gruppi pro-Pal e polizia, con alcuni feriti e diversi fermi. Filò sostanzialmente liscia, invece, Fiorentina-Maccabi Haifa, disputata il 14 marzo 2024 per gli ottavi di Conference League.
E poi, il basket: Virtus Bologna-Maccabi Tel Aviv di Eurolega, al PalaDozza il 21 novembre 2025, ebbe come corollario una giornata di aspri tafferugli tra manifestanti e polizia, anche in questo caso con arresti e fermi; il giorno precedente, invece, Olimpia Milano-Hapoel Tel Aviv al Forum di Assago risultò tranquilla. Nella non semplice «topografia» del tifo israeliano, l’Hapoel Tel Aviv è una realtà tendenzialmente più progressista e che raccoglie consenso anche nella comunità arabo-israeliana, viceversa il Maccabi Tel Aviv – con una componente ultras più incandescente – ha posizioni prevalentemente nazionaliste. L’avvicinamento al debutto europeo s’annuncia già «effervescente».
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