Decreto sport, cambia il riparto dei diritti tv. Guidesi: «Timori per la Serie C»
CALCIO E DIRITTI. L’assessore allo sviluppo economico di Regione Lombardia commenta il decreto sport approvato dal Consiglio dei ministri e chiede modifiche sul riparto dei diritti tv.
Lettura 1 min.Roma
Il decreto urgente in materia sportiva approvato martedì 16 giugno dal Consiglio dei ministri apre il dibattito sul riparto dei diritti televisivi nel calcio. A intervenire sul provvedimento è l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, che concentra l’attenzione sulla revisione della cosiddetta Legge Melandri.
Il decreto contiene una serie di norme dedicate ai grandi eventi sportivi e alla loro organizzazione. Tra le misure previste c’è anche l’inserimento, tra i beneficiari del riparto, dell’organizzazione del campionato di Serie A femminile, al quale partecipano società collegate ai club della Serie A maschile.
Guidesi: «Sì al calcio femminile, ma con risorse aggiuntive»
Per Guidesi il sostegno al calcio femminile è un obiettivo condivisibile, ma il nodo riguarda la distribuzione complessiva delle risorse. «Ciò sarebbe positivo, visto anche l’entusiasmo che genera il calcio femminile, se fossero risorse aggiuntive – osserva l’assessore –. Ma essendo la «torta» rimasta invariata, qualcuno avrà meno risorse e dovrà cambiare totalmente la propria programmazione».
Secondo Guidesi, non si tratterebbe di una semplice rimodulazione interna delle risorse destinate alla Serie A maschile. «La Serie A otterrà maggiori risorse sommando maschile e femminile», afferma l’assessore.
Il nodo della Serie C e dei vivai
La preoccupazione espressa da Guidesi riguarda in particolare la Lega di Serie C, che negli ultimi anni, sottolinea l’assessore, «si è data una miglior organizzazione, si sforza di rendere più trasparente il sistema e fa dell’identità territoriale un valore nella rappresentanza sportiva di città, valli e interi territori».
Nel suo intervento Guidesi richiama anche la cosiddetta «Riforma Zola», definendola «l’unica proposta lungimirante che mette al centro la valorizzazione dei vivai investendo su formazione tecnica, educazione e impianti».
La richiesta al Parlamento
Il decreto dovrà ora seguire l’iter parlamentare. È in questa fase che Guidesi auspica un intervento correttivo: «Speriamo che il Parlamento corregga quello che per me è un errore, affinché si sostenga il calcio femminile ma si sostenga fortemente anche chi ha deciso di investire sui giovani e sul territorio».
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