Giacomo Agostini, la leggenda del motociclismo in un museo

IL CAMPIONE. A 60 anni dal primo dei suoi 15 titoli mondiali e nel giorno dell’84° compleanno inaugurato lo spazio espositivo, che sarà aperto da giovedì: «Ci sono 380 trofei, tutti sudati. Difficile sceglierne uno».

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La carriera di Giacomo Agostini è scomponibile in tre fasi: le origini decisamente spartane targate Moto Morini, l’abbuffata con la MV Agusta e la conquista di nuovi territori come gli sterminati Stati Uniti d’America con la Yamaha.

Il nuovo spazio espositivo

Anche la conservazione della memoria delle imprese di Ago è passata per tre fasi: per decenni i cimeli più importanti, fra cui le 15 pergamene per i titoli di campione del mondo, sono rimasti confinati nella sua mansarda. Uno spazio decisamente angusto, al quale nel novembre 2019 il bergamasco ha ovviato realizzando all’interno della sua tenuta una Sala Trofei di un centinaio di metri. La terza fase è cominciata martedì, con l’inaugurazione dell’Ago Museum, a Bergamo, in via dei Bersaglieri 2, in uno spazio espositivo di oltre 300 metri quadrati che finalmente rende giustizia al suo incredibile palmares.

Inaugurazione il giorno dell’84esimo compleanno

Agostini ha voluto che avvenisse il giorno del suo 84° compleanno, alla presenza del Prefetto Luca Rotondi, del Questore Vincenzo Nicolì e dei Comandanti dei Carabinieri, Salvatore Sauco, e della Polizia locale, Monica Porta. Il museo (info sul sito www.agomuseum.it) sarà aperto dalle 11 alle 18 nei giorni di venerdì, sabato e domenica; dalle 10 alle 13 il lunedì; dalle 14 alle 18 il giovedì. «Prima avevo una sala trofei con tante cose – ha raccontato Ago –, ma ammucchiate. Non era come la volevo. Poi un giorno ho pensato: “Facciamo un museo che rimarrà, rimarrà nella storia”. Sarà per i miei amici, i miei tifosi e tutti i motociclisti che vorranno visitare le imprese di Ago. Qui c’è tutta la mia storia, tutte le cose che ho usato, dalle tute ai caschi, dagli stivali alle moto. Ci sono circa 380 trofei e riconoscimenti».

L’esposizione segue la passione per le due ruote di Agostini, dalle prime scorrazzate in sella ad un Aquilotto della Bianchi all’MV Agusta Superveloce Ago, passando per due Moto Morini, le MV Agusta a due tempi e le Yamaha 350, 500 e 700, per un totale di 10 moto in mostra: «Sono tutti importanti questi cimeli, tutti sudati, difficile sceglierne uno. Non credo mi mancheranno, ma c’è uno stanzino: se mi cacciano di casa vengo qui a dormire».

Agostini era accompagnato dalla moglie Maria e dal figlio Piergiacomo, che a ottobre dovrebbe renderlo nonno per la terza volta, accompagnato dalla consorte Leticia. Presenti anche i fratelli minori Mauro e Felice, così come Ciro De Petri (19 vittorie di tappa alla Parigi-Dakar), parente acquisito, avendo sua sorella sposato Felice Agostini.

Alle 11.34, con soli quattro minuti di ritardo sulla tabella di marcia, il più titolato di tutti i tempi ha tagliato il nastro. Quindi ha guidato gli ospiti all’ingresso dove troneggia una scrivania in vetro sorretta dalla scritta Ago15. Prima di imboccare le scale, il visitatore trova una sagoma di cartone ad altezza naturale con tuta e il casco con i colori dell’MV Agusta. Raggiunto il piano superiore, Agostini ha preso il microfono per ringraziare i presenti: «Sono felice di vedere qui tanti amici, tanti sportivi e le autorità. Sono cinque mesi che lavoriamo in compagnia della CRS della famiglia Civettini che mi ha aiutato a mettere insieme tutto questo. Mi hanno dato un po’ di idee gli architetti Giavarini e Conti. Ringrazio tutti i collaboratori che mi hanno dato una mano in questa impresa, per il resto ho fatto tutto io, perché la mia storia la conosco io. Ho perso 6 kg e finito in questi giorni, domenica ero ancora qui a mezzanotte perché volevo che fosse tutto perfetto. Finalmente eccoci all’apertura, e forse, ora che mi sono tolto il pensiero, riuscirò a dormire».

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