(Foto di ansa)
BASKET. Lunedì 15 a Curno il coach ospite d’onore alla proiezione di «Per tutti Charly», a lui dedicato. «Volevo fare l’assicuratore, ma poi chiamò l’Alpe...».
Lettura 1 min.«È targata Bergamo la svolta che diede il via alla mia carriera da allenatore». Nasce da questa affermazione la profonda riconoscenza di Carlo Recalcati verso una città che, dall’estate del 1980 e fino a tempi recenti, gli ha offerto l’opportunità di diventare protagonista di primo piano nel mondo della pallacanestro.
Un sentimento che Recalcati, oggi ottantenne, ribadisce anche in vista della sua partecipazione come ospite d’onore – lunedì 15 giugno alle 21 al cinema Notorious di Curno – dove sarà proiettato il docufilm «Per tutti Charly», che ripercorre oltre mezzo secolo della sua straordinaria avventura nel basket. Prima come giocatore, micidiale realizzatore sul parquet, poi allenatore di club prestigiosi e della Nazionale italiana, fino a diventare una delle figure più rappresentative della pallacanestro di casa nostra.
«Pensare che, appena smesso di giocare – racconta – avevo deciso di dedicarmi a tempo pieno all’agenzia di assicurazioni che avevo appena avviato con un socio. Un giorno, però, arrivò la telefonata dell’amico di sempre Franco Meneghel, allora capitano dell’Alpe, che mi propose un incontro con il presidente Dante Signorelli. Nel giro di ventiquattr’ore mi ritrovai con il contratto firmato. A convincermi furono le ambizioni sportive di Signorelli, il suo entusiasmo contagioso e condiviso dal direttore sportivo Gigi Santini. Da lì arrivarono due promozioni consecutive: prima in Serie A2 e poi nella massima divisione. La terza stagione andò purtroppo meno bene, ma il mio percorso da allenatore era ormai decollato».
Parlando di Bergamo, Recalcati riserva un ringraziamento speciale anche a Battista Begnini, storico presidente del Celana: «Nel 1997 mi accordò la sua fiducia e sfiorammo la promozione in A2». Il legame con Bergamo è rimasto fortissimo negli anni. Lo confermano le frequenti rimpatriate con i protagonisti delle due promozioni con l’Alpe: «Guai a disertarle – sorride Recalcati –. Sono incontri conviviali tutt’altro che banali. È sempre bello ritrovare gli storici americani Jura e Kupec, i bergamaschi d’adozione Meneghel e Natalini e quel Flavio Carera che, lanciato a soli 18 anni dal compianto Euro Abate, esplose con noi arrivando poi a collezionare oltre 200 presenze con la maglia della Nazionale».
La notizia della demolizione del palasport di piazzale Tiraboschi, teatro delle imprese dell’Alpe sponsorizzata Sav, lo ha colto di sorpresa: «Come potrei dimenticare quell’arena? In A2 era costantemente gremita, e per noi l’incitamento di oltre tremila tifosi rappresentava una spinta straordinaria, quasi una terapia infallibile anche nei momenti più difficili».
Lunedì, in occasione della proiezione di «Per tutti Charly», sono attese circa 200 persone tra autorità istituzionali e personalità del mondo sportivo. E Recalcati, nonostante una carriera ricca di successi e riconoscimenti, vivrà probabilmente l’evento con la stessa emozione di un esordiente in panchina.
© RIPRODUZIONE RISERVATA