(Foto di Afb)
LA CONFERENZA STAMPA. L’allenatore alla vigilia della Juventus: «Giocherà Kristensen, Raspadori è in crescita, da Scalvini mi aspetto maggior personalità».
Lettura 2 min.Parla in conferenza stampa Maurizio Sarri, allenatore dell’Atalanta, alla vigilia della grande sfida sul campo della Juventus. Partendo dal momento della squadra e il lavoro in fase di non possesso: «Alla Lazio vivevo una situazione diversa, con tanti giocatori che avevano già lavorato con me. La nostra fase difensiva è stata troppo bassa e passiva, con segnali diversi contro il Cagliari: un baricentro più alto, ma letture non buone. Senza Kossounou, giocherà Kristensen».
Sul suo passato da allenatore della Juventus: «Un’esperienza strana, difficile, anche per motivi extra calcistici. Finita con una vittoria, che era stata considerata scontata, ma non lo era nella maniera più assoluta. Poi però è finita lì, per me è una pagina chiusa».
Le difficoltà nel lavoro quotidiano sul campo, dovute a nazionali, turni infrasettimanali e calciomercato: «È il calcio degli ultimi anni. C’è il rischio di comprare il 31 agosto e a novembre di avergli fatto fare dieci allenamenti. Quindi c’è bisogno di giocare le partite, sbagliare, accumulare errori e sperare che dagli errori si possa cominciare a migliorare».
Su Kristensen, che sarà titolare contro la Juve: «È arrivato con un problema, che poi si è accentuato, quindi con noi ha lavorato poco, solo nell’ultima settimana o dieci giorni lo ha fatto. Non può essere completamente inserito, ma è un giocatore che ha qualità individuali». Sulla sfida con Spalletti: «Sarà una partita dura, ma per chi va in campo, non per gli allenatori. Non abbiamo il joystick, siamo legati ai giocatori che abbiamo e al tipo di calcio che possiamo fare».
Raspadori e le qualità inespresse: «Al Napoli non partiva molto da titolare ma incideva entrando dalla panchina. In questi due mesi ha fatto, inizialmente, grande fatica a trovare la miglior condizione. In questo momento mi sembra in crescita, contro il Cagliari entrando più centrale mi sembra abbia fatto abbastanza bene. Non ha inciso in modo determinante ma ho avuto l’impressione di un giocatore vivo, speriamo che questa impressione si trasformi in realtà nelle prossime partite».
Su Kolasinac e la personalità in campo: «Ho un gruppo di giocatori di grande applicazione, professionalità, cultura del lavoro, ma a livello di farsi sentire e trascinare nei momenti in cui c’è da tirar fuori tutto siamo ancora un po’ silenziosi. Kolasinac da questo punto di vista ci può dare una mano, ma io spero nella crescita di giocatori relativamente giovani ma ià esperti. Sulla linea difensiva, sul piano della personalità da Scalvini mi aspetto di più, non dal punto di vista del rendimento tecnico-tattico, dal punto di vista della personalità. Penso abbia ampi margini, è molto forte, un giocatore di livello assoluto destinato a migliorare». Il ballottaggio tra Kessie e Gaetano a centrocampo: «Ho ancora un giorno per pensarci, lasciamici pensare (ride, ndr). Mi piacerebbe dirlo prima a loro che a voi. Possono anche giocare entrambi. Kessie ha un’esperienza per cui ha giocato a tre, a due e in diverse posizioni. Lo stesso anche Gaetano, ma penso che il suo futuro sia quello, da regista».
Sulla sfida tattica tra Juventus e Atalanta: «Loro hanno mostrato soluzioni che noi abbiamo affrontato ripetutamente nell’ultimo periodo. Voi giornalisti avete la tendenza a pensare che l’allenatore abbia il joystick, ma le partite si vincono e si perdono in relazione alle squadre, agli avversari, ai momenti». Sui tifosi dell’Atalanta, che non potranno essere allo Stadium per via di diverse restrizioni: «Io una pena collettiva non la capisco e non la digerisco. Domani, una persona di Bergamo con il figlio, che non ha mai commesso nulla dentro e fuori lo stadio, non può andare a vedere la partita. È anticostituzionale. Sono vicino a tutti i nostri tifosi e condivido quello che pensano loro in questo momento».
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