Scalvini e l’Atalanta: «Ho rinnovato perché a Bergamo imparo»

L’INTERVISTA. Il nerazzurro in Nazionale: «Giocare con la difesa a 4 di Sarri mi aiuta perché mi permette di adattarmi al sistema di gioco dell’Italia di Mancini, mentre in passato ero più abituato a giocare uomo su uomo: sono giovane e ho tanto da imparare».

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Giorgio Scalvini tra Nazionale e Atalanta. Il 30 settembre il difensore ha parlato a Coverciano, toccando vari temi, anche nerazzurri: «Giocare con la difesa a 4 di Sarri mi aiuta perché mi permette di adattarmi al sistema di gioco dell’Italia di Mancini, mentre in passato ero più abituato a giocare uomo su uomo: sono giovane e ho tanto da imparare». Il bresciano è fresco di rinnovo fino al 2031 con l’Atalanta: «Giocatore bandiera? Sono sempre stato a Bergamo e sono sempre stato bene: se ho rinnovato è per questo motivo. Capisco anche chi va all’estero o cerca nuove esperienze in Italia: anche a me piacerebbe imparare cose nuove, ma pure nell’Atalanta posso farlo». Parla poi degli infortuni che l’hanno spesso condizionato: «Sono uscito da un periodo complicato senza mai farmi prendere la testa, non perdendomi d’animo e continuando a lavorare: devo tanto alla famiglia, agli amici e alla squadra. Anche Scamacca, come me, ha passato qualche anno ricco di problemi, ma ora è in forma e lo vedo bene, con voglia di giocare e fare la differenza».

«Giocare con la difesa a 4 di Sarri mi aiuta perché mi permette di adattarmi al sistema di gioco dell’Italia di Mancini, mentre in passato ero più abituato a giocare uomo su uomo: sono giovane e ho tanto da imparare»

Poi Scalvini parla dell’Italia di Mancini: «Ho conosciuto il ct nel 2022 e con lui mi sono sempre trovato bene: dice le cose con trasparenza. All’esordio ero molto giovane e non sapevo cosa aspettarmi: ora vedo che cerchiamo sempre di avere un’identità. Contro la Turchia ci ha chiesto le solite cose: vuole una squadra che domini e si diverta. La vittoria ci ha dato la consapevolezza della nostra forza: venivamo da una sconfitta e volevamo rifarci, l’approccio è stato giusto, siamo stati bravi». Scalvini in Turchia ha avuto qualche difficoltà, ma si è anche distinto con un grande intervento su Yilmaz: «Gli abbracci con Donnarumma, Bastoni e Tonali mi hanno caricato: quel momento ci ha uniti ed è stato bello, perché ci ha dato la consapevolezza di essere una squadra forte». Ora c’è la Francia: «Una rivale fortissima, tra le migliori al mondo: la studieremo e proveremo a dare il massimo, migliorandoci sempre di più. Siamo positivi e coraggiosi: troveremo un modo per giocarcela a viso aperto, confrontarci con una squadra del genere ci dirà anche a che punto siamo», chiude Scalvini.

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