(Foto di Bedolis)
L’ULTIMO SALUTO. Lunedì 17 agosto nella chiesa di Sant’Anna in Borgo Palazzo a Bergamo i funerali di Gianni Sommariva, una vita dedicata al ciclismo: «Organizzava eventi non per sé, ma per unire persone in un clima di festa».
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«Una vita per il ciclismo» è probabilmente la frase che meglio di tutte identifica la figura di Gianni Sommariva. E lunedì 17 agosto, ai funerali del grande dirigente e organizzatore bergamasco – celebrati nella chiesa di Sant’Anna in Borgo Palazzo a Bergamo – tutte le componenti del mondo del pedale gli hanno restituito quanto lui aveva saputo dare in oltre mezzo secolo di attività. Stringendosi con un’affettuosa partecipazione, per l’ultimo saluto, alla moglie Gisella, al figlio Ennio e alla figlia Stefania. A celebrare le esequie il parroco di Sant’Anna, don Angelo Domenghini, affiancato da monsignor Mansueto Callioni , da sempre animato da una grande passione per il ciclismo. Nell’omelia, don Angelo ha tracciato un ritratto di Sommariva, soffermandosi sul termine «organizzatore»: «È stato soprattutto – ha detto – il più grande dei piccoli organizzatori. Tante cose è stato Gianni ma, sottolineo, è stato un organizzatore. Questo mi ha fatto riflettere, in quanto lo trovo molto intrigante e facilmente collegabile al Vangelo: capacità di amare in modo incondizionato quanto coinvolgente. L’organizzatore non è per sè, ma per l’evento che unisce atleti, persone in un clima di sport e di festa. Talvolta con problematiche».
«Gianni – ha concluso don Angelo – è riuscito a superarle tutte queste problematiche. Ora ci aiuti e ci stimoli a fare altrettanto». Tra la gente comune – in prima fila i collaboratori di Sommariva alla Domus, la società attraverso la quale ha organizzato per anni importanti gare ciclistiche prima di intraprendere la carriera di dirigente ad alto livello nei ranghi della Federazione – numerose personalità di rilievo dello sport e della politica, dall’onorevole Gilberto Bonalumi al consigliere regionale Ivan Rota (ex corridore), dal presidente dell’Aci Bergamo Valerio Bettoni a campioni del passato come Gianni Motta, al presidente della Federazione ciclistica italiana Cordiano Dagnoni, al presidente regionale Stefano Pedrinazzi, al presidente del Comitato di Bergamo Claudio Mologni. E poi, ancora, il presidente di PromoEventi Govanni Bettineschi e numerosi ex professionisti tra i quali Corti, Parsani, Algeri, Milani, Maggioni, Nespoli, Rota. In chiesa c’era anche il labaro della Federazione ciclistica Italiana.
La sua creatura per eccellenza è stata la Settimana ciclistica bergamasca, e poi lombarda, arricchita nelle sue prime edizioni dalla partecipazione dei dilettanti più forti del mondo e approdata in seguito a livello professionistico, dove è stata capace di richiamare campioni come Lance Armstrong e Marco Pantani. Un altro fiore all’occhiello del sua ricca attività organizzativa furono i Campionati del mondo juniores su strada, a Bergamo, e su pista, al velodromo di Dalmine.
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