L’arte del bello: calligrafa nell’era del «touch»

ROGNO. Antonella Adamo ha scelto una professione controcorrente: «Scrivere in corsivo è un’abilità che tra l’altro attiva le reti neuronali».

Professione calligrafa. Che richiama l’arte degli amanuensi, il gusto del bello, il lavoro svolto con cura e con il tempo necessario per fare le cose bene. Di questi tempi, un vero e proprio lusso. È la scelta professionale di Antonella Adamo, di Rogno che dopo essersi formata come restauratrice e aver lavorato tra Bergamo, Brescia, Verona e Torino, ha scoperto la calligrafia innamorandosi dei segni tracciati con pennini, calamo in bamboo e pennelli e vari strumenti sulla carta o altri supporti come il legno, la stoffa, il vetro, il metallo.

«Studio da dieci anni questa materia – racconta - ed è un settore in cui non si finisce mai di imparare: ogni stile è una sorpresa, ogni suo utilizzo è una scoperta». Tra le applicazioni di una bella grafia ci sono la decorazione di inviti e menù per un matrimonio, la predisposizione di premi e pergamene, la progettazione di scritte che poi sono state utilizzate da un’orafa per realizzare gioielli.

Ma quel che più appassiona Antonella Adamo è il lavoro con i ragazzi delle scuole, dove il corsivo è un’abilità ormai sparita dai banchi.

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