A 82 anni l’ex sindaco di San Giovanni Bianco si laurea in filosofia, con la lode

NON E’ MAI TARDI. La tesi di Attilio Gasparini sull’impatto dell’intelligenza artificiale nelle realtà aziendali. «Avventura bellissima: per i giovani sono diventato una specie di “mito”».

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san giovanni bianco

A 82 anni Attilio Gasparini ha lo sguardo dritto di chi non ha nessuna intenzione di assecondare il tempo che passa. Ex sindaco di San Giovanni Bianco – ha guidato il Comune dal 1990 al 1995 –, alle spalle quarant’anni di cattedra all’Istituto Pesenti di Bergamo, nei giorni scorsi ha ritirato la sua laurea triennale presso la Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Bergamo con il massimo dei voti: 110 e lode.

La decisione presa durante una vacanza

Un percorso netto, affrontato senza andare fuori corso, nato da una scintilla improvvisa scattata durante una vacanza.

«Mi sono detto: o vado tutti i giorni in montagna o devo trovare un’alternativa per tenermi la mente allenata»

«Tre anni fa mi trovavo al mare in Calabria – racconta Gasparini – e ho pensato che non avessi più niente da fare. Mi sono detto: o vado tutti i giorni in montagna o devo trovare un’alternativa per tenermi la mente allenata. Mi era sempre piaciuto leggere la filosofia come hobby, così ho deciso di iscrivermi sul serio al corso universitario».

Le prime volte in Università: «Mi scambiavano per un docente»

«È stata un’avventura bellissima e mi sono trovato magnificamente con quei ragazzi di diciotto e vent’anni»

L’impatto con le aule di via Pignolo e i chiostri di Sant’Agostino ha regalato dinamiche singolari e un’accoglienza straordinaria: «Le prime volte che entravo in università – ricorda sorridendo – gli studenti e chi vi lavora mi scambiavano per un professore. Ma è stata un’avventura bellissima e mi sono trovato magnificamente con quei ragazzi di diciotto e vent’anni. In poco tempo sono diventato una specie di “mito”». Nell’ambiente universitario ormai lo conoscono come «l’Attilio». Lui, che a 82 anni conferma di aver trovato «un ambiente vivo e piacevole da frequentare».

La tesi sull’IA e l’impatto nelle aziende

Il cuore del suo lavoro accademico si è concretizzato in una tesi intitolata «Il valore del dubbio», discussa con il professor Enrico Giannetto, ordinario del Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione, come relatore. Un elaborato capace di unire le sue competenze tecnico storiche – per decenni ha insegnato disegno meccanico, tecnologia e meccanica applicata – alle lenti della filosofia moderna, analizzando criticamente l’impatto dell’intelligenza artificiale nel controllo della qualità aziendale.

«Questa nuova era digitale rischia invece di trasformarsi in un intorpidimento cerebrale: diventa comodo essere comodi»

«La rivoluzione industriale nata in Inghilterra – spiega Gasparini – diminuiva la fatica manuale ed era fatta dagli uomini per gli uomini. Questa nuova era digitale rischia invece di trasformarsi in un intorpidimento cerebrale: diventa comodo essere comodi. Prima il problema sul lavoro si affrontava e si risolveva, ora si tende a fare meno, assistiamo a un assopimento del cervello umano. All’interno delle fabbriche questo può creare problemi importanti. La serietà e la conoscenza che si acquisiscono sul campo sono fondamentali, l’esperienza non si sostituisce. L’intelligenza artificiale lavora su probabilità statistiche, ma non ha la coscienza delle persone».

Già invitato a tenere un incontro

Subito dopo la proclamazione, l’ateneo ha invitato Gasparini a tenere una testimonianza agli studenti proprio sugli aspetti filosofici legati alle dinamiche organizzative aziendali. E l’esperienza potrebbe non finire qui: sta già valutando l’iscrizione alla laurea magistrale in Scienze Politiche, «anche se gli esami sono stati tanti e complessi. Adesso voglio dedicarmi per un po’ alla montagna e alle vacanze, poi vedrò».

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