Palloncini, foto e il rombo delle motoseghe: a Averara l’addio a Michele

I FUNERALI. Regazzoni, boscaiolo di 23 anni, è deceduto tragicamente sul lavoro, martedì 28 luglio, mentre stava tagliando alberi in un bosco del paese.

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Averara

Oltre trecento persone, in grandissima parte giovani, si sono strette nel pomeriggio di mercoledì 5 agosto attorno alla famiglia di Michele Regazzoni per l’ultimo saluto al ventitreenne tragicamente scomparso lo scorso 28 luglio mentre era a lavoro nei boschi di Valmoresca, sopra Averara.

Una tragedia che ha destato profondo sgomento e un immenso dolore non solo nel piccolo comune dell’Alta Valle Brembana, dove il ragazzo risiedeva, ma nell’intera comunità valligiana.

Il corteo funebre ha mosso i primi passi dall’abitazione del giovane fino alla chiesa parrocchiale, dove il feretro è stato accolto da una folla silenziosa e commossa che ha riempito la navata e l’intero sagrato.

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A guidare la funzione è stato il parroco, don Dario Covelli, che durante l’omelia ha voluto rivolgere un pensiero d’affetto al giovane e alla sua famiglia, interpretando il dolore dell’intera comunità: «Dinanzi a una vita spezzata così presto non ci sono parole capaci di colmare il vuoto — ha ricordato il sacerdote — Resta però la forza del bene che Michele ha saputo donare a chi lo ha conosciuto, un’impronta viva che continua a parlare al cuore dei suoi amici e di chi gli ha voluto bene. A noi spetta il compito di custodirne il ricordo con speranza e vicinanza reciproca».

La cerimonia, misurata e composta, si è avviata verso la conclusione tra raccoglimento e forte partecipazione emotiva. All’uscita del feretro sul sagrato, il composto silenzio si è sciolto nell’omaggio degli amici: un cartellone con le sue fotografie, il rombo delle motoseghe azionate in sua memoria ha accompagnato il volo di decine di palloncini bianchi verso il cielo. La salma è stata poi accompagnata al vicino cimitero locale.

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