Stop alle macrofite nel lago d’Endine: si studia un piano da 1,1 milioni

AMBIENTE. L’intervento per favorire il ricambio idrico e bloccare la proliferazione della vegetazione acquatica è finanziato dalla Comunità montana dei laghi bergamaschi.

Per migliorare la qualità dell’acqua del lago di Endine, che a maggio e giugno scorsi aveva visto una proliferazione anomala di macrofite acquatiche sulla sue superficie, la Comunità montana dei laghi bergamaschi è al lavoro per dare il via a un intervento da 1,1 milioni di euro. Obiettivo principale, quello di intercettare le acque piovane e convogliarle verso il lago. In questo modo, si punta ad accelerare i tempi del ricambio idrico dello specchio d’acqua e diluire le quantità dei nutrienti - come il fosfato - che favoriscono la proliferazione delle alghe.

Accordi bonari

Il progetto, su cui i tecnici stanno lavorando per ultimare la stesura esecutiva, prevede interventi in tutti i quattro i Comuni lacustri: Endine Gaiano, Ranzanico, Spinone al lago e Monasterolo del Castello. Nei giorni scorsi si sono chiusi gli accordi bonari con i proprietari dei terreni su cui Uniacque, gestore del ciclo idrico integrato della provincia di Bergamo, andrà a posizionare nuove tubazioni per scaricare direttamente nel lago l’acqua piovana; questa, anziché essere portata inutilmente a un depuratore, andrà a migliorare la qualità del lago. Il progetto prevede anche la pulizia e sistemazione di alcuni sottopassi e delle vallette a Ranzanico da dove, in occasione di forti temporali che innescano gli scolmatori di piena, i reflui fognari finiscono direttamente nel lago. «Gli interventi – si legge nella relazione tecnica del progetto definitivo – hanno lo scopo di migliorare l’assetto fognario dei comuni interessati dimostratosi negli ultimi anni insufficiente per gestire in modo efficace le acque meteoriche delle aree servite».

Lo stato ecologico

Proprio l’insufficienza dell’attuale collettore fognario, realizzato tra il 1979 e il 1990, è considerata dal Circolo culturale Val Cavallina, che ha contribuito alla stesura della relazione tecnica del documento di progetto, una delle cause del peggioramento delle condizioni generali del lago di Endine che, secondo l’Arpa, tra il 2014 e il 2019 presentava uno stato ecologico solamente «sufficiente» a causa della diminuzione dell’ossigeno, rispetto ai precedenti monitoraggi a tutto vantaggio del fosforo: «Diverse le concause di questo fenomeno – illustra ancora la relazione tecnica – tra cui una diminuzione del flusso di acqua in entrata e uscita, con un conseguente aumento del tempo di ricambio delle acque del lago e un’alterazione del regime termine e delle dinamiche di mescolamento del bacino».

Risorse e iter

Grazie al finanziamento da un milione e 100mila euro, stanziato appositamente da Regione Lombardia per la tutela e il risanamento del lago di Endine, sarà possibile dunque attuare un intervento che, come auspica il Circolo culturale Val Cavallina, inverte la rotta e evita, come accaduto nei mesi scorsi, di dover inseguire l’emergenza della diffusione delle alghe macrofite. L’obiettivo della Comunità montana dei laghi bergamaschi è quello di chiudere le pratiche entro fine anno in modo da consentire a Uniacque di effettuare i lavori nel corso del 2024. I benefici del progetto, è l’augurio che si fanno in Valle Cavallina, arriveranno in maniera progressiva.

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