Spazi non ancora pronti a Colere
Sciopero digitale della scuola primaria

I lavori a scuola sforano i tempi prefissati, le mamme di Colore non ci stanno e rifiutano le lezioni a casa, a distanza. Il commissario: verifiche in corso.

Didattica in presenza, ma non per tutti: a Colere i ritardi nella consegna dei lavori sull’edificio scolastico hanno costretto l’Istituto Comprensivo di Vilminore di Scalve a proporre agli alunni della scuola primaria di iniziare l’anno a distanza. I genitori, per protesta, hanno comunicato alla dirigenza che i figli non si sarebbero collegati alle lezioni di didattica digitale fino al ritorno delle lezioni in classe.

I malumori in paese circolavano da sabato, lunedì 14 settembre i genitori hanno inviato a scuola una lettera: «Non avendo avuto rassicurazioni ufficiali e formali – si legge -, né da parte del Comune né dalla scuola, sulle tempistiche di riapertura in sicurezza dei locali, abbiamo deciso di dare un segnale forte e concreto affinché le parti in causa si attivino per trovare una soluzione al problema». Pronta la risposta del Commissario prefettizio Letterio Porto: «Avevo avuto assicurazioni dalla ditta appaltatrice e dalla direzione dei lavori che gli interni della scuola sarebbero stati ultimati giovedì scorso. Nel corso del sopralluogo sono emerse purtroppo alcune criticità e mi sono riservato ulteriori verifiche. Lo so, i tempi vanno rispettati ma la sicurezza dei bambini va messa al primo posto. L’ufficio tecnico del Comune è già al lavoro. Non appena gli esiti saranno positivi, si procederà all’apertura della scuola. Con la direzione didattica è stato concordato l’inizio dell’anno scolastico con lezioni on-line. È mia intenzione incontrare domani i rappresentanti dei genitori e valutare con loro soluzioni e criticità, affinché il servizio scolastico possa essere gestito con serenità e spirito di collaborazione».

Trovare spazi alternativi non è stato possibile, come spiega il dirigente scolastico reggente, Federico Spandre: «L’anno scorso in occasione di lavori sulla copertura, avevamo trovato posto in oratorio. Avevamo anche valutato l’ex scuola media, ma non c’erano le condizioni minime di vivibilità per i ragazzi: caldaia e bagni rotti. Con le norme di oggi non è possibile spostare le classi in oratorio. Se ci sono alternative valide siamo pronti a trasferirci. Nel frattempo abbiamo predisposto la Didattica digitale integrata e le maestre sono pronte. Spiace che i bambini possano perdere momenti che potrebbero essere comunque formativi».

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