Come è cambiato il dialetto della Valle Imagna in 100 anni? Cercansi volontari per uno studio sul campo
L’INIZIATIVA. L’Università di Zurigo torna a Sant’Omobono Terme per confrontare la lingua di oggi con quella documentata quasi un secolo fa nell’Atlante italo-svizzero.
Lettura 1 min.Il dialetto non come un cimelio polveroso da custodire in un museo, ma come un organismo vivo, specchio fedele delle trasformazioni sociali e antropologiche di una comunità. Da oggi - 8 giugno - al 14 giugno, il territorio di Sant’Omobono Terme diventerà il fulcro di un’importante ricerca linguistica sul campo. L’iniziativa, promossa dall’Università di Zurigo in stretta collaborazione con il Centro Studi Valle Imagna, punta a fotografare lo stato attuale della parlata locale, confrontandola con i dati storici raccolti quasi un secolo fa. Per completare questo ambizioso studio, i promotori sono alla ricerca di volontari residenti disposti a farsi intervistare.
Le radici del progetto affondano nel settembre del 1927, quando il linguista svizzero Paul Scheuermeier giunse a Selino, oggi frazione di Sant’Omobono, per documentare il dialetto locale nell’ambito del monumentale Atlante italo-svizzero (Ais). Oggi, a distanza di novantanove anni, i ricercatori tornano esattamente nello stesso punto per registrare i mutamenti avvenuti. «Questo progetto nasce all’interno di un quadro più ampio intitolato “AIS, the digital turn”, che prevede la digitalizzazione dell’intero atlante storico e l’avvio di nuove indagini sul campo», spiega la ricercatrice Federica Breimaier. «Vogliamo capire come sia cambiato il dialetto di Sant’Omobono Terme nell’arco di un secolo. Il nostro obiettivo principale è analizzare l’evoluzione della fonetica e della struttura linguistica, osservando da vicino l’influsso esercitato dal bergamasco cittadino e, in misura ancora più evidente, la progressiva e massiccia penetrazione della lingua italiana, che oggi ha preso il sopravvento nella quotidianità». Per mappare questa evoluzione in modo scientifico, la ricerca ha però bisogno della partecipazione attiva degli abitanti della Valle Imagna.
Chiunque utilizzi il dialetto, anche solo occasionalmente, è invitato a collaborare. «Siamo alla ricerca di persone di ogni età che parlino il dialetto locale e che desiderino partecipare a una breve intervista della durata di circa un’ora», lancia l’appello il ricercatore Adriano Salvi. «Ci teniamo a specificare che il partecipante ideale non deve essere necessariamente un linguista o un purista della lingua (dialetto), né un esperto di dialetto antico. Al contrario, cerchiamo anche persone comuni, che usino la parlata locale nella loro quotidianità familiare o lavorativa. Accogliamo con grande favore anche i giovani: più il profilo dei volontari sarà variegato per età ed estrazione, migliore e più accurata sarà l’analisi quantitativa dei dati che uscirà in base al comportamento della comunità.
Per ringraziare chi ci dedicherà il proprio tempo, abbiamo pensato a un piccolo omaggio: del vero cioccolato svizzero». Le interviste si svolgeranno in modo semplice e informale. nella sede del Centro Studi Valle Imagna o in un luogo concordato. Per informazioni o per offrire la propria disponibilità, è possibile contattare i ricercatori al numero telefonico 0041/79.572.56.31 o scrivere alle e-mail istituzionali [email protected] e [email protected].
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