Dà fuoco al lettino del pronto soccorso di Alzano: arrestato 42enne

IL FERMO. All’uomo, rimasto ustionato a un braccio, è contestato anche il reato di resistenza: arrestato, con nulla osta all’espulsione.

Lettura 1 min.

Verso le 4 dell’altra notte, con l’accendino che aveva nella tasca sinistra dei pantaloni ha dato fuoco al lettino sul quale si trovava al pronto soccorso dell’ospedale di Alzano Lombardo. Dov’era stato portato poco prima, in quanto trovato ubriaco e in evidente stato di agitazione, in strada a Fiorano al Serio. Subito nella saletta è scattato il sistema antincendio, il personale ha avuto la prontezza di utilizzare gli estintori (il lettino era anche vicino all’impianto per l’ossigeno) e mettere in salvo l’autore del gesto, un marocchino classe 1988. Allertate le forze dell’ordine, sul posto sono arrivati i carabinieri del nucleo Radiomobile di Bergamo, verso i quali l’uomo ha avuto un atteggiamento aggressivo e ostile, così come con gli operatori sanitari. Il 42enne è stato arrestato con le accuse di incendio doloso e resistenza.

In aula l’uomo, che ha già scontato una condanna a un anno nel suo Paese dopo un litigio, ha negato ogni addebito. Affermando di essere stato portato in ospedale perché non respirava bene, e che avendo i polsi legati con le cinghie (morbide, in quanto, appunto, secondo la ricostruzione quando è stato portato al pronto soccorso era agitato aggressivo verso le altre persone) non poteva aver appiccato lui l’incendio.

Come sarebbero scaturite le fiamme che hanno bruciato il materasso e gli hanno anche ustionato il braccio? L’arrestato non ha dato spiegazioni, affermando solo che stava dormendo. «Non ho combinato niente», la sua versione. Ha negato di essere stato aggressivo verso gli operanti e sulle testate che avrebbe dato all’auto di servizio ha snocciolato: «Ero ubriaco, sono caduto in avanti mentre ero in macchina». Sul consumo di alcolici, ha peraltro ammesso di bere circa sei-sette birre al giorno. In Italia da poco più di due anni, ha affermato di lavorare dal suo arrivo quasi quotidianamente come muratore, in nero. Il tribunale ha convalidato l’arresto, disponendo il divieto di dimora su tutto il territorio lombardo e concedendo il nulla osta all’espulsione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA