Durante la pandemia scelse di andare in fabbrica, ora Lidia riparte con la sua scuola di danza

Gandino Successo per l’esibizione di «Fuorididanza» di Salvatoni che durante la pandemia scelse di andare in fabbrica: lasciò il palco per andare a lavorare al tornio.

«Eh già, sembrava la fine del mondo, ma sono ancora qua». Si è concluso così, sulle note della canzone di Vasco Rossi e uno scrosciante applauso, il saggio di danza della scuola «Fuorididanza» di Gandino diretta dal 1989 da Lidia Salvatoni. La 52enne, durante i mesi bui della pandemia era balzata agli onori della cronaca per aver forzatamente appeso scarpette e tutù al chiodo e vestito i panni dell’operaia per lavorare al tornio. A tempesta passata, Lidia è tornata sul palco del teatro Loverini di Gandino con gli allievi delle sue scuole di Gandino e Gazzaniga.

«Non ero mai stata così lontana dalla mia scuola – dice Salvatoni –, ma nonostante qualche difficoltà, ripartire lo scorso settembre è stata una gioia immensa. Il lavoro in fabbrica per me è stata una grande opportunità e sarò sempre grata per questo»

Un tripudio di musica, passione ed emozione quello messo in scena dagli 85 allievi della «Fuorididanza», che si sono esibiti in classica, contemporanea, hip hop e moderna. «Non ero mai stata così lontana dalla mia scuola – dice Salvatoni -, ma nonostante qualche difficoltà, ripartire lo scorso settembre è stata una gioia immensa. Il lavoro in fabbrica per me è stata una grande opportunità e sarò sempre grata per questo. Ora la speranza è tornare alla normalità. Un grande grazie a tutte le mie collaboratrici e a chi è venuto a vederci».

Un sogno per la danza coltivato sin da piccola, coronato col primo corso da insegnante a 19 anni e l’apertura di una delle prime scuole di danza in Valle.

Leggi anche
Leggi anche

© RIPRODUZIONE RISERVATA