Le «viebike» delle Orobie
per collegare valli e laghi

La proposta di Orobiestyle in un protocollo d’intesa con gli enti per ricreare un sistema di percorsi dedicati a chi si muove con la e-bike.

Otto vie da percorrere a piedi o in bicicletta, di corsa o a cavallo: è la proposta lanciata da Orobiestyle, l’associazione nata poco più di un anno fa per promuovere il turismo delle Orobie, che ha definito un protocollo d’intesa con la Comunità Montana di Valle Seriana, con il Gal della Valseriana e dei Laghi Bergamaschi, con il Parco delle Orobie e con l’associazione Eliante che svilupperà la didattica nelle malghe raggiunte dagli otto itinerari.

Gli studi e gli approfondimenti effettuati nonostante la pandemia da Covid-19 ha permesso di individuare nella diffusione delle e-bike uno dei driver su cui puntare per lo sviluppo del territorio montano bergamasco. Le biciclette elettriche, insieme alle gite a cavallo e all’escursionismo a piedi, rappresentano «una rivoluzione per la montagna» spiega una nota di Orobiestyle perché consentono «ad un largo pubblico di utenti di superare con facilità pendenze e distanze». In più l’e-bike è in grado di innescare una vera e propria filiera turistica slow, grazie alla quale i borghi di montagna, la ricettività dei B&B, le malghe e i rifugi divengono protagonisti di una nuova economia.

Da tali considerazioni è stato predisposto il progetto intitolato «Viebike delle Orobie» che punta a creare percorsi intervallivi interconnessi riqualificando o mettendo a sistema tracciati già esistenti, ma da recuperare, lungo i quali posizionare colonnine di ricarica, defibrillatori e segnaletica dedicata. I percorsi proposti riguardano la Clusone-Pianone e il collegamento verso la Val Gandino; la Rovetta -Fino del Monte- Oltressenda -Valzurio; la Ardesio – Valcanale - Baite di Mezzeno – Roncobello, per unire Val Seriana e Val Brembana); la Gromo - Rifugio Vodala – Ardesio; la Bossico-Songavazzo; la Costa Volpino - Monte Pora - al Seriana; la Via della Fede da Ardesio fino a a Tirano; infine la via del passo della Manina per unire Valbondione alla Val di Scalve.

Si tratta di «un territorio – sottolinea ancora la nota dell’associazione turistica - costituito da vallate che, storicamente, erano collegate da sentieri e percorsi che i nostri nonni percorrevano per lavoro, per svago, per socialità e pure seguendo cammini di fede. Tracciati che negli anni si sono persi, sono stati abbandonati o scarsamente utilizzati, così come abbandonati sono molti degli alpeggi che una volta erano la vera forza della nostra terra, crocevia di un’identità legata all’allevamento e all’amore per la montagna che l’industrializzazione ha piano piano svuotato».

Partendo dal turismo, l’ambizione è di allargare l’orizzonte coinvolgendo altri ambiti economici e sociali: «La proposta delle otto vie – conclude la nota di Orobiestyle - facendo leva sulla tradizione delle nostre valli, rilegge in chiave moderna i borghi, gli alpeggi, i rifugi, le malghe, i mestieri e i prodotti, proponendoli al territorio dentro un’immagine unica e coordinata. Proponiamo quindi un progetto imprenditoriale dettagliato, che sale dal basso e non viene calato dall’alto. Un progetto che, unendosi a quello sulla ciclopedonalità in corso di progettazione sul fondovalle da parte delle comunità montane, intende qualificare la bicicletta come strumento non solo di svago ma anche per la scuola e il lavoro, al fine di creare un vero e proprio sistema di mobilità che guarda al futuro».

Con gli enti che hanno condiviso il protocollo d’intesa, Orobiestyle ha avviato il confronto e alcune amministrazioni comunali stanno predisponendo i primi progetti per andare quindi alla ricerca delle risorse economiche necessarie.

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