Lutto a Castione della Presolana: «Addio Sandro, tieni sempre d’occhio le tue montagne»
IL LUTTO. È morto Pasinetti, l’uomo che diede impulso alle stazioni turistiche del Donico e del Monte Pora. Aveva 92 anni
Lettura 2 min.«Tieni sempre un occhio sulle tue montagne». La moglie Bruna Spampatti e i figli Giovanna, Lorenzo e Fulvio affidano a questa frase l’ultimo saluto a Sandro Pasinetti, la persona che diede slancio e continuo entusiasmo alla nascita e allo sviluppo delle stazioni turistiche del Donico e del Monte Pora. È morto sabato 31 ottobre a 92 anni, nella sua casa al Donico, sempre attento nonostante l’età ai cambiamenti e alle novità legate alle attività all’aria aperta in questo angolo delle Orobie. La salma è composta nel bar in cui ha accolto migliaia di persone, d’inverno come d’estate, perché Pasinetti era un precursore della destagionalizzazione.
I cannoni artificiali
Li aveva provati sulla propria pelle i primi segnali del cambiamento climatico, nelle stagioni in cui skilift e seggiovie restavano spenti perché mancava la materia prima, né freddo né neve. Ecco allora che nei suoi investimenti Sandro Pasinetti non aveva inserito soltanto gli impianti di risalita, ma pure i cannoni per i fiocchi artificiali. «Quella macchina arrivata dal Canada – ricordano i Pasinetti – la conserviamo e resterà sempre con noi». Proprio come la passione per questo lavoro trasmessa loro dal capofamiglia.
Tutto cominciò negli Anni Sessanta. I Pasinetti erano numerosi e facevano i contadini a Bratto. Sandro andò a fare il muratore in Svizzera, vide cosa costruivano per fare sciare le persone, mise da parte qualche lira e, soprattutto, coltivò l’idea che all’ombra della Presolana c’erano le carte in regola per provare quella strada. «Convinse il resto della famiglia – ricordano Giovanna, Lorenzo e Fulvio Pasinetti –, ci mise del suo e vendettero dei prati per prendere quelli al Donico. La prima sciovia arrivò nel 1963-’64».
«Lungimiranza e passione»
Portava il nome «Fratelli Pasinetti»: oltre a Sandro, anche Pietro, Fedele e Pierina. Poi, pezzo dopo pezzo, costruirono il resto, nel 1972 ritirarono la società «Neve» nata nel 1938 con la seggiovia Scanapà. Provarono subito con l’innevamento, ma l’esperimento fallì. Tra anni buoni e cattivi si arrivò al 1988-’89 con la prima seggiovia quadriposto, nella società entrano Fulvio, Lorenzo e altri cugini, nel 1991-’92 ci fu l’acquisizione del Pora (fino al 1999-2000 con Cesare Anghileri). Nel 2006 la trasformazione dell’«Irta» in Spa, il coinvolgimento delle famiglie Radici e Percassi e, per i Pasinetti, la presenza con quote di minoranza al Pora, mentre sono rimasti proprietari unici al Passo.
«È stata una persona che ha lasciato un segno importante nella storia dello sviluppo turistico del territorio»
Commenta Cristina Radici, presidente di «Irta»: «Di fronte alla testimonianza di una persona come Sandro Pasinetti, che ha profuso lungimiranza, passione e dedizione al Pora e nelle sue attività, non possiamo che assicurare altrettanto impegno. Crediamo di avere dimostrato con i fatti il valore che ha la nostra presenza: non un puro investimento economico, ma qualcosa di caro e di molto personale. A maggior ragione ora che dobbiamo onorare la memoria di chi tutto questo ha sognato e continuato a lottare per realizzare».
Lunedì 2 novembre il funerale
Cordoglio e partecipazione anche dalla sindaca Samantha Tagliaferri, a nome di tutta l’amministrazione: «È stata una persona che ha lasciato un segno importante nella storia dello sviluppo turistico del territorio. La sua visione e la sua passione sono state fondamentali per lo sci e per il turismo di Castione della Presolana, credendo nelle potenzialità della nostra montagna, investendo nello sviluppo del Donico e del Monte Pora. Ha contribuito a rendere Castione un punto di riferimento per tanti appassionati e visitatori». Il funerale sarà lunedì 2 novembre alle 14,30 con corteo in auto fino alla parrocchiale di Bratto.
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